Procedono a Palermo i lavori per la chiusura dell’anello ferroviario. Nelle ultime ore si è fatta strada l’ipotesi di una ordinanza comunale che potrebbe riaprire al transito la parte bassa di via P.pe di Belmonte, che porta a piazza Florio, per far defluire il traffico dell’area di completamento dei lavori di via Emerico Amari. 

La riapertura di una parte della area pedonale di piazza Ignazio Florio rappresenta un arretramento culturale prima ancora che una esigenza di viabilità. Lo dichiara Vincenzo Fumetta segretario provinciale di Rifondazione Comunista Palermo. Coloro che fino a qualche anno fa erano contrari alla pedonalizzazione dell’area, adesso hanno capito la bontà di quella scelta sia in termini di vivibilità che di riqualificazione urbana e non ha senso che l’Amministrazione Comunale torni indietro sui propri passi.

I commercianti e i residenti della zona – continua Fumetta – hanno avanzato delle proposte alternative che riguardano la viabilità stradale e l’Amministrazione Comunale ha il dovere di ascoltarle e vagliarle. Per tale ragione Rifondazione Comunista Palermo chiede al sindaco Orlando di sospendere l’Ordinanza di riapertura al traffico della zona e di realizzare un’assemblea pubblica con chi vive quella zona della città per ascoltare le loro ragioni e le proposte alternative che sono pronti ad avanzare.

La chiusura del tratto Principe di Scordia-Roma di via Amari a causa dei cantieri per l’anello ferroviario non può determinare l’apertura al traffico veicolare, sia pure provvisoria, della parte bassa di via Principe di Belmonte – affermano i consiglieri di Sinistra Comune Giusto Catania, Barbara Evola, Katia Orlando e Marcello Susinno. Ogni metro di area pedonale eliminata rappresenta un metro di arretramento sulla visione della città vivibile. La zona, inoltre, malgrado la parziale chiusura di via Roma, è caratterizzata ormai, dopo i primi giorni, da una sostanziale fluidità del traffico. Ci sono diverse alternative alla sospensione dell’area pedonale: riteniamo che l’ordinanza debba essere revocata al più presto per non danneggiare cittadini e attività commerciali.”