Dopo aver messo in scena l’emendamento fake che assegna un milione di euro a comuni praticamente inesistenti ottenendo, di fatto, il blocco delle risorse, il deputato Ismaele La Vardera scrive a Galvagno e indica la strada per evitare che eventi del genere si ripetano.
La lettera di La Vardera
“Ho mandato una lettera al presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, perché il sistema che ha portato all’approvazione del mio emendamento fake non è accettabile. Ho voluto dimostrare come ogni singolo deputato possa fare quello che vuole durante la finanziaria e questo non va bene, poiché si tratta di soldi dei cittadini”.
Di fatto l’emendamento La Vardera è passato perché inserito in un articolo sul quale c’era l’accordo fra maggioranza e opposizione e nessuno ha guardato cosa fosse stato aggiunto con emendamento. Da qui la polemica con La Vardera che racconta di averlo fatto per dimostrare che il sistema non funziona e i contrari che lo attaccano per aver ridicolizzato il lavoro fatto tradendo il mandato parlamentare-.
La Vardera “Dimostrato che si deve cambiare”
La Vardera insiste sul fatto che l’accaduto ha dimostrato che il sistema non funziona “Per questa ragione ho scritto a Galvagno, non è più ammissibile che per un tema così delicato ci siano sedute fiume che non permettono a nessuno di verificare in tempi congrui cosa viene inserito con gli emendamenti”.
“Credo che una finanziaria non debba andare oltre le 23 e in caso rimandare al giorno dopo. Come è necessario che venga istituito un pool di verifica delle norme, così che se ci sono norme ‘anomale’ o ‘incomprensibili’ questo chieda spiegazioni precise ai vari proponenti”.
Un emendamento per recuperare il milione bloccato e destinarlo allo Zen
“Ho anche avvisato il presidente dell’Ars che ho depositato un emendamento che va a modificare quello fake, così che quel milione di euro che ho deciso di impegnare sia investito, con una sua iniziativa, sul Comune di Palermo e nello specifico venga speso per migliorare il quartiere Zen. Sono sicuro che Galvagno prenderà in considerazione queste mie proposte che credo siano di buon senso, considerato che ad oggi il sistema della spartizione consente ai deputati di fare quello che vogliono, anche norme ad hoc. Quando si tratta di soldi pubblici, tutto questo non è ammissibile” conclude il deputato.






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