La Sicilia medievale raccontata attraverso una serie di opere originali dei più svariati materiali e tecniche, riproduzioni e filmati, l’ascesa al potere della signoria chiaromontana, che, con le sue strategie politiche e le committenze architettoniche e artistiche, caratterizza il Trecento siciliano.

La mostra, dal titolo “Chiaromonte: Lusso, prestigio, politica e guerra nella Sicilia del Trecento – Un restauro verso il futuro”, è allestita negli spazi espositivi di architettura chiaramontana all’interno del Complesso Monumentale dello Steri sede del rettorato dell’Università degli Studi di Palermo.

Nella percezione comune e collettiva, infatti, essa coincide con la nascita e l’affermazione di un baronaggio isolano che compete, entra in conflitto e si confronta con la Corona. Una narrazione che, con profili differenti e il sopraggiungere di altre contingenze storiche e personalità, contraddistingue l’intera vicenda isolana di età tardomedievale e moderna.

Nella costruzione di miti identitari (e i Chiaromonte lo testimoniano, a partire dall’invenzione di uno stile “chiaromontano”) va tenuta sempre più in considerazione la rete di relazioni mediterranee che legano l’arte del Trecento siciliano non esclusivamente alla ingombrante storia normanno-sveva precedente, ma a percorsi mediterranei che toccano le altre grandi isole, Napoli, la Toscana, il Sud della Francia e, naturalmente, la Corona d’Aragona.

L’iniziativa è organizzata dall’Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, con il supporto del Sistema Museale d’Ateneo, e dell’Area Tecnica di UniPa che ha anche curato l’allestimento insieme al Soprintendente ai BB.CC.AA. di Palermo Lina Bellanca e a Marco Rosario Nobile. Il percorso espositivo è visitabile fino al 31 gennaio, ad ingresso libero, tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00.