Le intercettazioni dell’operazione sulla mafia di Rocca Mezzomonreale

Il “codice mafioso” e l’eredità, la pericolosa crepa tra zio e nipote

Zio e nipote stavano andando allo scontro e si sventolava il “codice mafioso” che poteva anche portare all’omicidio. Seppur il mandamento mafioso di Rocca Mezzomonreale fosse granitico, comunque aveva le sue fisiologiche crepe. Erano quelle sorte tra zio e nipote, Pietro e Gioacchino Badagliacca, entrambi arrestati ieri nell’operazione antimafia che ha smantellato il mandamento di Pagliarelli a Palermo. Attività investigativa che ha portato alla luce addirittura l’organizzazione di un omicidio, con tanto di sentenza di morte, nei confronti di un architetto che nella sua attività avrebbe commesso alcune mancanze verso la famiglia nello svolgimento della sua professione. Sono stati ricostruiti diversi episodi estorsivi per alimentare le casse della famiglia attraverso il pizzo a commercianti o imprese o imponendo le ditte che della famiglia mafiosa.

Questione di “onore”

Il conflitto sarebbe sorto per ragioni di eredità. Dalle intercettazioni captate tra Pietro e Angelo Badagliacca, padre e figlio, pare che fosse in discussione la proprietà di un immobile. Un bene conteso da Pietro che avrebbe avuto rassicurazioni circa la sua destinazione dal fratello Gaetano quando era in vita. Ma alla morte dell’uomo tutta la gestione economica della famiglia passò al figlio Gioacchino e da qui sono nati i dissidi. Al punto che Pietro Badagliacca ha cominciato a parlato di “codice d’onore” e del rischio a cui andava incontro il nipote.

L’intercettazione

In particolare Pietro Badagliacca spiegava al figlio Angelo che era sua intenzione comunicare a Gioacchino di aver parlato con il notaio. Evidentemente per predisporre un atto di natura patrimoniale. Ma in realtà non voleva effettivamente realizzarlo. Il suo obiettivo era quello di testare la reazione del nipote. Infatti l’anziano uomo d’onore ipotizzava che il nipote avrebbe protestato per tale decisione, convinto che avrebbe chiesto di “fare conteggi”. E qui tira in ballo il “codice mafioso”.

“I conti? Li facciamo dopo”

Badagliacca, parlando sempre con il figlio, dice cosa aveva intenzione di dire al nipote. “Ora io… appena lo vedo, dopo Pasqua, gli dico: ‘Glielo posso dire, mi sono informato con il notaio, sono andato dal notaio così…’. A lui glielo avevo detto che dovevo andare dal notaio… e vediamo dove butta. Eh… dice ‘Ma i conti non li dobbiamo fare?’… No!… Siccome ci sono altre spese, poi li facciamo tutti… Oramai, oramai che non li abbiamo fatti, li facciamo tutti insieme!”.

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