“Il grande senso di responsabilità nei confronti di un elettorato e di un territorio che alle scorse elezioni regionali ha fatto una precisa scelta, impone di trovare una sintesi tra quello che è stato garantito in campagna elettorale e quello che è il mio ruolo di rappresentante dei cittadini all’interno delle istituzioni. Per tale motivo continuerò a stare dentro Forza Italia – come ho sempre fatto dal lontano 1994 – identificandomi con la rappresentanza del Governo regionale cui fa capo il presidente Schifani. Pertanto, non potendo immaginarmi al gruppo misto, senza bandiere né colore politico, ho deciso di aderire ufficialmente al gruppo di Forza Italia all’Ars”. Lo afferma in una nota il deputato regionale di Forza Italia, Michele Mancuso.

Miccichè, Forza Italia e il caso gruppi

In questo modo Gianfranco Miccichè rimane “solo”, avendo perso anche l’ultimo deputato che gli era rimasto accanto. Qualche giorno fa il commissario del partito che esprime il presidente della Regione ma iscritto al gruppo misto all’Ars aveva fatto capire di non aver ancora digerito la mancata deroga al numero minimo di deputati per formare un suo gruppo, nè lo scontro con gli ormai ex alleati del centrodestra. Ma soprattutto la fine del rapporto con Renato Schifani.

Schifani il mandante cattivo

“Schifani – sottolinea – è il mandante spregevole, cattivo. Galvagno è l’esecutore imbarazzato, ma, spiace dirlo, anche debole, inadeguato. Lui avrebbe voluto concedere la deroga. Tutta questa situazione mi dispiace. Ero convinto che fosse meglio di Musumeci e invece il signor Schifani ha fatto la più grande sciocchezza della sua vita: aveva Forza Italia pronta a proteggergli le spalle e invece adesso è solo”.

Tutti contro tutti

“Non ho più nessun vincolo di coalizione, di alleanza, di lealtà nei confronti di queste persone: quello che mi hanno fatto non ha eguali nella storia politica di questa Regione – prosegue Miccichè -. Mi hanno tolto tutto e ci sono riusciti, chi ha un potere enorme come quello di un presidente della Regione può farlo”. “Sono rimasto con l’amico Michele Mancuso, ma ero convinto che ce ne fossero altri – aggiunge -. Io sono al gruppo misto ma non mi sento sconfitto: la Storia ci insegna che chi subisce violenza non lo è mai. Schifani lo avevo messo in guardia, oggi gli chiederei: ti è effettivamente convenuto schierarti con quelli da cui io consigliavo di prendere le distanze?”.

 

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