Si è conclusa a Palermo la tre giorni “Dalla Marcia dello Zingaro a Punta Bianca (passando per i siti Natura 2000)”, appuntamento che ha segnato la chiusura delle attività 2025 del Sistema delle Aree naturali protette della Sicilia.
L’iniziativa, promossa dal Servizio 3 dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, ha rappresentato anche un passaggio di consegne simbolico: la fine di un ciclo e, allo stesso tempo, l’avvio della programmazione regionale per il 2026.

Al centro del confronto, la tutela della biodiversità e il rafforzamento del ruolo delle aree protette come patrimonio collettivo, non solo ambientale, ma anche culturale e sociale.
La tre giorni ha alternato momenti di approfondimento scientifico e culturale a focus operativi su temi di forte attualità. Tra questi, il rischio incendi e le strategie di prevenzione messe in campo per ridurre l’impatto sugli ecosistemi.
Rilevante anche il taglio divulgativo dell’iniziativa, con interventi dedicati alla conoscenza delle aree protette e dei siti Natura 2000, e il coinvolgimento diretto delle scuole. Oltre 300 studenti hanno partecipato ai laboratori didattici conclusivi, confermando il ruolo centrale dell’educazione ambientale nella strategia regionale.

Nuove riserve e biodiversità: le priorità della Regione
Nel corso dei lavori è emersa con chiarezza la volontà della Regione di consolidare e ampliare il sistema delle aree naturali protette, anche attraverso l’istituzione di nuove riserve di particolare valore. Tra queste, Punta Bianca, area di elevato pregio ambientale e paesaggistico, da tempo al centro dell’attenzione scientifica e istituzionale.
Ampio spazio è stato dedicato anche al futuro dei siti della Rete Natura 2000, riconosciuti dalle direttive europee “Habitat” e “Uccelli”. Si tratta di territori spesso poco conosciuti dal grande pubblico, ma strategici per la conservazione degli ecosistemi e delle specie di interesse comunitario presenti in Sicilia.

Sulle politiche ambientali regionali è intervenuto l’assessore al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, che ha ribadito il valore strategico delle aree protette per l’Isola: “La Sicilia custodisce una ricchezza naturale straordinaria, unica nel suo genere, che non può essere considerata un dato acquisito. Le aree naturali protette e i siti Natura 2000 non sono semplici vincoli, ma vere opportunità di crescita culturale, sociale ed economica. Stiamo lavorando con determinazione sulla conservazione della biodiversità e sulla valorizzazione di questi luoghi, perché tutela e conoscenza devono procedere insieme”.
L’assessore ha poi richiamato l’importanza di una maggiore consapevolezza collettiva: “È fondamentale che i siciliani, così come i tanti visitatori che ogni anno scelgono la nostra Isola, imparino a riconoscere il valore di questi ambienti e a sentirli come parte della propria identità”.

Non è mancato il riferimento alle emergenze recenti: “Eventi estremi come il ciclone Harry ci ricordano quanto il territorio sia fragile. Di fronte a queste situazioni l’assessorato è intervenuto subito, affrontando le criticità più urgenti e programmando azioni che richiederanno tempo, risorse e una visione di lungo periodo. La difesa dell’ambiente oggi è centrale nelle scelte politiche ed è una responsabilità condivisa”.
La chiusura dell’evento non rappresenta un punto di arrivo, ma l’avvio di una nuova fase. La Regione punta a superare la visione delle aree protette come semplice vincolo amministrativo, valorizzandole invece come risorsa culturale, ambientale ed economica, in grado di rafforzare l’identità dei territori e accompagnare uno sviluppo più equilibrato e consapevole.






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