Lo studio di una soluzione per tutti quei lavoratori che a Palermo hanno perso il posto e non hanno trovato nuova occupazione. È l’impegno dell’assessore comunale alle Attività produttive, Giovanna Marano, assunto oggi in un incontro alla presenza di Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia.

“Il tavolo – spiega Flauto – aveva come obiettivo non soltanto quello di discutere del problema dei lavoratori ex Max Living non transitati nel nuovo punto vendita di Media World, ma anche di affrontare nel complesso la piaga della disoccupazione a Palermo soprattutto nel commercio, che rimane il settore più colpito dell’economia”.

L’assessore si è impegnato a riconvocare un nuovo tavolo di confronto dopo avere approfondito il sistema di misure che il governo nazionale e quelli regionale stanno mettendo in campo contro la disoccupazione. Un piano da portare avanti anche con la collaborazione di Italia Lavoro e l’Anfe regionale, per attivare percorsi finalizzati alla ricollocazione di questi soggetti utilizzando anche corsi formativi professionalizzanti.

“Lo stesso assessore – prosegue Flauto – condivide con noi la necessità di creare, attraverso lo sportello già attivo presso l’assessorato, un’anagrafe, una sorta di albo di questi soggetti espulsi dal mercato del lavoro palermitano. Un’iniziativa che la Uiltucs ritiene buona purché si faccia un’anagrafe suddivisa per tipo di professionalità, in maniera tale che le aziende che vogliono investire sul territorio e hanno bisogno di una determinata figura hanno già un elenco da cui potere attingere potendo contare su lavoratori con grande esperienza acquisita”.

Di questa platea fanno parte anche gli ex dipendenti di Max Living. Dei circa cento iniziali, solo cinque sono stati riassorbiti da MediaMarket, l’azienda che aprirà a luglio un punto vendita Media World in viale Regione Siciliana. Così è scoppiata la protesta degli esclusi.

“I lavoratori– dice Flauto –ci hanno segnalato alcune anomalie. Ad esempio dicono che i questionari erano scritti a matita mentre altri hanno detto che non tutti sono stati chiamati nonostante l’impegno che era stato preso dall’azienda. L’esiguo numero che secondo Mediamarket risulta essere idoneo ai profili ricercati ci delude. Ci saremmo aspettati una maggiore attenzione a questa platea di lavoratori di grande esperienza. Non abbiamo apprezzato il metodo e non possiamo accettare che un’azienda come questa agisca tramite metodi standard che valgono per tutti. Lavoratori di comprovata esperienza, che provenivano da tanti anni alle dipendenze di Max Living, non avrebbero dovuto seguire lo stesso percorso selettivo di altri giovani alle prime esperienze”.