Assegnata la gara per la progettazione di fattibilità tecnico-economica dei due termovalorizzatori l’attenzione torna ai tempi di costruzione, ai costi e al ruolo dei due impianti nel contestato piano regionale die rifiuti attualmente all’analisi della Corte dei Conti
A realizzare la progettazione sarà il raggruppamento temporaneo Crew Srl (mandataria), Systra Spa (già Sws Engineering Spa), Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, l’ingegnere Corrado Pecora e Ibi Studio Srl. Questo in base alla chiusura della gara da parte di Invitalia. le offerte arrivate erano state sette
I due termovalorizzatori e il mega appalto
Gli impianti di termovalorizzazione che saranno costruiti in Sicilia sono due ed entreranno in funzione nel 2028. Dopo l’aggiudicazione della gara di ieri il raggruppamento di aziende vincitrice avrà 150 giorni dall’avvio delle opere.
L’appalto, del valore di quasi 22 milioni di euro, riguarda la progettazione di fattibilità tecnico-economica (Pfte), il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, la redazione della relazione geologica e del piano economico-finanziario (pef) di massima.
La fase successiva sarà quella che permetterà di mandare in gara la costruzione vera e propria con avvio dei cantieri prevista nel settembre del 2026, il prossimo anno, e tempi di realizzazione di 18 mesi dunque con consegna di opere finite nella primavera del 2028 ed avvio degli impianti previsto entro giugno 2028
Dove sorgeranno e quanto costeranno
Le aree sono già state individuate nel piani rifiuti. Sorgeranno uno a Palermo e uno a Catania rispettivamente nel sito di Bellolampo che già ospita la più grande discarica pubblica siciliana, e nell’area industriale della città Etnea. Costeranno complessivamente 800 milioni di euro con i fondi già stanziati all’interno dell’Accordo di coesione siglato a maggio con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e saranno interamente pubblici. I due impianti avranno una capacità complessiva di 600 mila tonnellate annue e produrranno insieme una potenza energetica di 50 Megawatt.
Il piano rifiuti che ruoterà intorno
Saranno il punto nodale del piano regionale dei rifiuti che prevede anche 31 impianti di compostaggio (14 nuovi, di cui 6 pubblici), 24 biodigestori (20 nuovi, di cui 11 pubblici), 16 piattaforme tutte pubbliche di selezione del recupero per la raffinazione (di cui 11 nuove) che sostituiranno e miglioreranno i vecchi impianti Tmb. I termovalorizzatori saranno utilizzati per il trattamento dei rifiuti urbani non riciclabili, provenienti dalle piattaforme regionali di pretrattamento, biodigestione e compostaggio.
Nessun arretramento della differenziata
Non ci sarà un arretramento della raccolta differenziata. Il piano rifiuti prevede il recupero del 65% dei soldi urbani e l’azzeramento dei trasferimenti dei rifiuti fuori Regione. Questo permetterà la riduzione del 40% dei costi di trattamento rispetto a quelli attuali con un risparmio di circa 150 milioni di euro annui, e la riduzione del conferimento in discarica depositando non oltre il 10% di tutti i rifiuti prodotti, rispettando così gli obblighi previsti dalla normativa europea.






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