Si commuove mentre parla del marito morto in modo assurdo all’ospedale Policlinico di Palermo tra l’indifferenza di medici e infermieri.

Non si dà pace Serena Franna moglie di Gaetano Adelfio morto mentre aveva un infarto e gli infermieri e i medici chiedevano i documenti.

“Mio marito si poteva salvare. Mio marito moriva e gli infermieri chiedevano i documenti. Ho implorato infermieri e medici di soccorrerlo. Mi hanno detto che era un attacco di epilessia. E che io non capivo alcunché. Nessuno mi darà mio marito – dice Serena – Ma chi ha sbagliato deve pagare. Purtroppo quanto successo a Gaetano può capitare a chiunque e non è possibile. Io sono rimasta sola e nessuno mi ha dato una mano”.

Serena nel corso della trasmissione di Rai Uno Storie Vere ha ripercorso quanto successo a fine dello scorso gennaio.

In studio anche l’amico e l’operatore del 118 Gabriele Raffadale che ha seguito la vicenda sin da quel drammatico pomeriggio.

“Era chiaro che Gaetano aveva un infarto. Io l’ho detto alla sala operativa del 118. Ho detto di farmi trovare tutto pronto per fare visitarlo visitare subito. Da Casteldaccia lo abbiamo portato al Policlinico. Qui non abbiamo trovato nessuno ad aspettarci – dice Gabriele Raffadale – Gaetano è rimasto in una sedia a rotelle per 15 minuti come si vedrà nelle immagini del sistema di videosorveglianza del pronto soccorso. Mentre eravamo in attesa Gaetano si è messo in piedi e mi ha detto “Cucì sto morendo”. Gaetano non è più risvegliato. Il medico lo ha visto quando lui era ormai spacciato”.

Anche il padre di Gaetano aveva chiesto e chiede giustizia. . “Non può succedere – aveva detto Santino Adelfio, operaio del porto di Palermo – e non deve più succedere che c’è una persona che sta morendo e gli infermieri chiedono il documento per registrarlo e lo lasciano lì svenuto per dieci, quindici minuti”.

La morte del figlio Gaetano Adelfio, di 41 anni, per tutti è stato e lo è ancora un dolore enorme. “Noi in famiglia abbiamo fatto tutto per salvarlo – aggiunge – mio figlio Michele giocava nel Palermo in serie C con l’allenatore Morgia. Per salvare il fratello gli ha donato il rene.
E poi abbiamo assistito alla morte di Gaetano così mentre si sono persi minuti preziosi. Io mi auguro che Dio mi dia la forza di superare questo e che le indagini stabiliscano che non c’era nulla da fare per salvare mio figlio. La rabbia in questo momento è tantissima”.


I genitori e gli amici sono stati sentiti dalla polizia nel corso della denuncia. La procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sulla morte di Gaetano Adelfio.


Il pm Bruno Brucoli che sta coordinando le indagini ha spedito tre avvisi di garanzia per omicidio colposo al medico Giuseppe Calvaruso, difeso dall’avvocato Giuseppe Inzerillo e agli infermieri Ezio Lipari, difeso dall’avvocato Francesco Galati, e Maria Angela Barbara Castagna, difesa dall’avvocato Walter Castellana,
Il pm ha nominato il consulente di parte per eseguire l’autopsia e stabilire le cause della morte. I familiari sono difesi dall’avvocato Fausto Maria Amato.