Medici senza Frontiere ha lanciato una campagna per la raccolta fondi, destinata a cinque progetti: dall’Ucraina, all’Afghanistan, senza dimenticare la Nigeria e lo Yemen, La campagna di MSF si chiama “Mondo ferito” , è iniziata il 3 ottobre e si concluderà a fine mese.

Nel presentare questo progetto MsF spiega che “il mondo è ferito da guerre e conflitti, che causano morte e distruzione quando sono in corso, ma continuano a uccidere anche dopo per la mancanza di cure, di cibo o di mezzi di sostentamento”. Obiettivo della campagna è  portare assistenza medica alle popolazioni colpite dai conflitti. Con “Mondo ferito” dal 3 al 31 ottobre si possono donare 2 euro con SMS da cellulare, 5 o 10 euro con chiamata da rete fissa al numero 45522, oppure online sul sito, www.msf.it/smssolidale.

L’impegno di Medici senza frontiere in Ucraina

In Ucraina la guerra sta avendo un impatto devastante sulla popolazione civile. Lì, Medici senza Frontiere ha allestito un treno ospedalizzato per trasferire i feriti dagli ospedali sulla linea del fronte in luoghi più sicuri. In Afghanistan, un anno dopo il cambio di regime, si continua a morire a causa di scontri armati e per la mancanza di cibo e di cure, in un sistema sanitario già fragile da anni dove anche far nascere un bambino diventa complicato. In Yemen, da più di sette anni teatro di un conflitto dimenticato, si continua a combattere e a morire lontano dai riflettori. E anche quando si depongono le armi, gli impatti diretti e indiretti della guerra aggravano emergenze già in corso. In Nigeria, dove è in corso una drammatica crisi nutrizionale, ogni bambino malnutrito è una ferita da curare.

“Tra i primi pazienti del nostro treno in Ucraina c’era un’infermiera di 25 anni che aveva perso le gambe e quattro dita in un bombardamento. Accompagnata dal fidanzato, non ha mai perso il sorriso, sembrava convivere con quelle ferite da lungo tempo. Dopo qualche giorno, ho visto una sua foto: a Leopoli, in ospedale, si è sposata. La ferita resta ma lei è guarita” racconta Enrico Vallaperta, infermiere di MSF che ha lavorato a bordo del treno-ospedale in Ucraina.

I 5 progetti di Medici senza frontiere con Mondo Ferito

  • la risposta alla guerra in Ucraina dove è stato allestito un treno adibito a clinica d’urgenza che ha evacuato più di 1.000 feriti dalle città bombardate verso ospedali più sicuri;
  • la maternità di Khost in Afghanistan, dove uno staff al femminile aiuta a far nascere quasi 2.000 bambini ogni mese e l’unità neonatale è stata più volte sovraccaricata con due o più pazienti per letto;
  • il centro traumatologico di Mocha in Yemen, dove nel 2021 sono stati effettuati oltre 2.200 interventi chirurgici e assistite oltre 350 donne durante il parto
  • il centro terapeutico nutrizionale di Maiduguri in Nigeria, dove quest’anno sono stati ricoverati il 50% dei bambini in più rispetto al 2021;
  • l’azione medico-umanitaria in Italia, dove dall’inizio della guerra in Ucraina hanno trovato riparo migliaia di rifugiati e che continua ad accogliere persone in fuga dalle guerre di tante parti del mondo.

Un sms o una chiamata al 45522 per salvare la vita a migliaia di persone

Ecco come funziona la donazione: dal 3 al 31 ottobre si dona al numero 45522 per sostenere l’azione di MSF. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 euro per le chiamate da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile e di 5 e 10 euro da rete fissa TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali. I fondi raccolti tramite la numerazione solidale saranno destinati all’azione di MSF in Afghanistan, Ucraina, Nigeria, Yemen e Italia.

Medici senza frontiere, ecco cosa è

MSF è un’organizzazione medico-umanitaria internazionale indipendente fondata nel 1971 che fornisce soccorso in più di 70 paesi a persone colpite da conflitti armati, violenze, epidemie, disastri naturali o esclusione dell’assistenza sanitaria. La campagna “Mondo ferito” nasce a supporto dei nostri progetti in Ucraina, Afghanistan, Yemen e Nigeria e Italia, dove le conseguenze dirette e indirette dei conflitti stanno provando duramente la popolazione civile.