Riorganizzazione dei turni, bandi per nuovi concorsi e stabilizzazione del personale Asu. Sono queste le richieste che la Uil Sicilia presenterà il prossimo 12 giugno al Dipartimento sulla programmazione 2019 dei Beni culturali.

Ma intanto, visto il consueto ritardo del governo regionale, è necessario applicare subito lo stesso accordo dello scorso anno per evitare che musei e siti archeologici restino chiusi tutta l’estate durante i festivi, sino ad oggi è vietato l’ingresso solo il pomeriggio.

“La Sicilia, meta preferita dai turisti, anche quest’anno non è pronta ad accogliere i visitatori. Manca una programmazione ma soprattutto i custodi. In servizio ci sono 980 lavoratori, 120 sono andati in pensione negli ultimi due anni e altri 60 lasceranno il posto entro il 2019. Il personale diminuisce e con esso anche la possibilità di potere ammirare i nostri tesori”, afferma lo stesso segretario Gianni Borrelli, che continua: “30 anni fa i custodi erano 1.500 ma i musei erano di meno rispetto a quelli aperti sino ad oggi. Serve personale, per questo è necessario l’apertura di nuovi bandi. Chiediamo, inoltre, di trasformare il contratto dei dipendenti part time (circa 200) in full time, e stabilizzare i 320 lavoratori Asu che quest’anno rischiano di perdere il posto per mancanza di risorse. Dall’assessorato ai Beni culturali hanno, infatti, annunciato di non avere fondi per pagare l’assicurazione Inail che costa 80 euro all’anno a lavoratore”.

E Borrelli conclude: “Ricordiamo, infine, che potrebbero essere utilizzati altri Asu (sono tremila in totale) di cui circa mille spesso utilizzati male. Questi interventi sono necessari per garantire l’apertura dei musei, l’estate è arrivata e turisti e cittadini non devono restare fuori dai cancelli. Non possiamo perdere questa occasione importante per la nostra economia”.