Dopo la deficitaria esperienza di Air Sicilia, compagnia aerea che durò poco e male,dopo il fallimento di WindJet che lasciò tutti a terra per fallimento, i disagi nei collegamenti e la beffa delle tratte sociali stabilite dal governo inducono a dar vita ad una nuova compagna aerea sicula ma la costituzione stessa sembra una favola (o forse una bella speranza,un sogno proibito)

Sembra perchè oggi viene firmato un atto che da vita alla società Aerolinee Siciliane. La nascita viene sancita a Caltagirone, all’Istituto di Sociologia Luigi Sturzo e già la scelta dei luogo suona come una beffa ma viene indicata come scelta altamente simbolica.

Ma perchè tutto sembra una favola? In primo luogo nasce come Società per Azioni ma non ha patrimonio e non ha neanche una governance.

E dopo la costituzione si scopre chi c’è dietro, ecco nomi e cognomi 

Prima di entrare nel dettaglio è bene guardare al progetto. L’idea è quella di porre la società sul mercato, raccogliere i risparmi dei siciliani che vogliono investire in azioni e con questi costituire il capitale di base al quale aggiungere gli affidamenti bancari (eventuali) per giungere all’acquisto o all’affitto (si all’affitto) degli aeromobili per poter coprire le tratte.

Insomma nasce una compagnia aerea senza aerei, senza rotte e senza neanche soldi. Ma di questo la compagnia fa un punto di vanto e pende anche le distanze da eventuali trattative con la regione

Da un punto di vista tecnico societario Aerolinee Siciliane SpA è una società a gestione duale come non se ne vedono tante. Di fatto un Comitato di Sorveglianza nomina un Comitato di Gestione che poi sarà controllato dal nominante.

L’idea nasce nel bel mezzo delle critiche e delle polemiche legate al caro voli nello scorso dicembre. Il 14 gennaio è partito il percorso costitutivo e adesso si passa agli atti e sembrerebbe che  ai centocinquanta soci fondatori stiano per unirsi cinquecento sottoscrittori.

Il piano economico prevede di acquisire 12 aeromobili entro cinque anni. Considerando che il costo di un Airbus va, a seconda del modello, dai 75 ai 115 milioni di euro ciascuno si parla di un investimento che in 5 anni supererebbe il miliardo di euro ma nel piano economico l’investimento è valutato in 300 milioni di euro che comunque, allo stato, significherebbe un esborso superiore al mezzo milione di euro per ogni investitore attuale a fronte di dividendi del 3% ovvero analoghi a qualsiasi fondo di rischio proposto da qualsiasi banca ad un risparmiatore facoltoso

Perchè tutto questo diventi realtà gli investitori devono crescere quindi non resta che augurare buona fortuna a chi ha lanciato questa iniziativa e augurarsi sorti diverse da quelle delle grandi iniziative cui la Sicilia ha assistito nel settore aereo, della telefonia e così via.

A proposito, l’ultimo ad aver parlato di una compagnia aerea siciliana fu il presidente della Regione Rosario Crocetta che voleva trasformare l’Ast, quella degli autobus per intenderci, in compagnia di volo. In realtà dentro la controllata regionale Ast c’è un piccolo ramo d’azienda che è un piccolo fiore all’occhiello, ovvero Ast Aeroservizi, che però si occupa degli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria, null’altro.

(nella foto un aereo di una delle compagnie siciliana che abbia realmente volato)