Una nave cargo battente bandiera delle Barbados è stata sottoposto a fermo nel porto di Termini Imerese dai militari della capitaneria di Porto. Nel corso dell’ispezione a bordo dono emerse 13 irregolarità, alcune gravi, da far ritenere la partenza della nave un pericolo per l’equipaggio, per le altre navi e per l’ambiente marino.

Nel corso di un’esercitazione condotta  bordo supervisionata dai militari della guardia costiera è emersa l’insufficiente preparazione dell’equipaggio a fronteggiare le situazioni d’emergenza a bordo, la mancanza di alcune dotazioni essenziali, tra cui una zattera di salvataggio, nonché il mancato funzionamento di equipaggiamenti finalizzati alla prevenzione degli inquinamenti marini. La nave rimarrà ferma nel porto di Termini Imerese fino a quando non saranno rettificate, a cura dell’armatore, tutte le irregolarità riscontrate e la Guardia Costiera, non avrà eseguito una nuova ispezione.

L’attività coordinata dalla Direzione Marittima di Palermo si inquadra nel cosiddetto “Post State Control”, cioè il sistema di controllo delle navi straniere che approdano nei porti nazionali che discende dal “Memorandum di intesa” siglato a Parigi nel 1982 dai Principali Paesi dell’Unione Europea e dal Canada. Tale Memorandum ha istituito un sistema armonizzato di controllo delle navi straniere che approdano nei porti dei Paesi membri. Il sistema consente di attribuire un “profilo di rischio” ad ogni nave assoggettata al regime di controllo, basato sulla tipologia di nave e sulla sua storia ispettiva. In tal modo si riesce ad individuare le navi sub-standard che vengono assoggettate ad ispezioni più frequenti ed approfondite.

Gli ispettori della Guardia Costiera individuati per svolgere tale importante compito vengono abilitati a termine di un lungo percorso formativo della durata di circa tre anni, svolto in Italia e presso la sede dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA) di Lisbona e prevede aggiornamenti periodici, anche congiunti con gli ispettori degli altri Paesi membri.