Di lasciare la presidenza dell’Ars non se ne parla. E non pensa di dimettersi neanche dopo la chiusura delle indagini. L’eventualità sarà vagliata solo in caso di rinvio a giudizio. Nel frattempo tutti gli atti sono già ai Probiviri del partito e loro decideranno come ritengono. Il Presidente dell’Ars conferma anche di essere stato convocato questa settimana per l’audizione proprio davanti ai probiviri
La cerimonia del ventaglio
Gaetano Galvagno riceve il suo terzo ventaglio dalla stampa parlamentare, l’omaggio annuale dei giornalisti al presidente dell’Ars, e snocciola numeri sulla crescita delle leggi approvate e sulla diminuzione di quelle impugnate. Quando gli si chiede dell’inchiesta prima appare un poco disturbato, poi dismette i panni del Presidente e ironizza con la stampa
“Sono dispiaciuto perché non mi avete fatto fare il record di 30 giorni consecutivi in prima pagina” dice e precisa “Perché ho fatto solo 29 giorni di prima pagina, poi un giorno di pausa e avete ripreso: 31 32 33. Quindi sono un pochettino dispiaciuto perché non mi avete fatto fare 30”.
I numeri
Dal banco della Sala stampa, però, recupera subito aplomb e comincia a snocciolare dati. Un maggior numero di leggi proposte e un maggior numero di leggi approvate, una diminuzione del contenzioso con Roma per leggi di qualità superiore.
Di pari passo il bilancio della Fondazione Federico II che ha aumentato gli introiti “ha abbandonato al dimensione palermitana tendendo all’internazionalità” dice Galvagno raccontando di un organismo culturale del Parlamento in assoluta salute.
L’inchiesta e la politica
Ma inevitabilmente a fare la parte del leone è la vicenda dell’inchiesta. Non dal punto di vista giudiziario ma sicuramente sul fronte delle conseguenze politiche.
Entrando nel vivo del cosa farà non si sottrae e ribadisce che attenderà gli esiti dell’inchiesta restando al suo posto.
“Sto attendendo in maniera credo abbastanza silenziosa e non ho evitato qualsiasi genere di esternazione. Sto mantenendo un profilo di altissima responsabilità ed essendo sempre molto collaborativo con coloro i quali stanno oggi facendo delle indagini e rinnovando sempre la mia piena disponibilità a collaborare affinché si possano dare tutte le risposte ad eventuali dubbi o ad eventuali perplessità”.
Nulla si muove fino al rinvio a giudizio e ci vorrà tempo
L’intenzione è chiara. Fono all’eventuale rinvio a giudizio non succederà nulla, politicamente parlando “Una volta che ci sarà il rinvio a giudizio è un tema che secondo me non arriverà presto. Sarà un tema assolutamente successivo”.
Tempo di abolire il voto segreto all’Ars
Ma intanto c’è un tema politico e le vicende dei franchi tiratori impongono una riflessione. Da una parte si tratta di analizzare la situazione politica interna alla maggioranza ma dall’altra è tempo di cambiare. Al parlamento serve chiarezza e assunzione di responsabilità da ‘arte dei singoli deputati. in una parola è tempo di abolire il voto segreto
“Ritengo che in questo momento l’abolizione del voto segreto o la limitazione del voto segreto per ragioni di trasparenza, opportunità, legalità e massimo efficienza da parte dell’Assemblea regionale siciliana, in sincronia piena con il presidente della Regione Renato Schifani, che condivide la linea e ci auguriamo di poterla portare in Commissione e poi dall’Aula. Ci dispiacerebbe pensare che ci siano dei deputati invece, che poi chiedono il voto segreto sulla richiesta di abolizione o limitazione del voto segreto. Questo ancora non lo sappiamo e magari le forze di opposizione, facendo un ragionamento condiviso, potranno sposare la nostra idea e fare qualcosa che secondo me rappresenti veramente un momento per l’Assemblea regionale siciliana”.
Nel frattempo c’è la sfida della Finanziaria bis approdata oggi in Commissione






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