Saranno rivisti gli orari di apertura dei locali a Palermo dopo l’ennesima notte violenta nel capoluogo che ha registrato il ferimento di una ragazza di 22 anni in via Isidoro La Lumia, nel corso dell’ennesima rissa in centro.

E’ questo una delle decisioni prese nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è tenuto in prefettura coordinato dal prefetto Massimo Mariani con i vertici delle forze dell’ordine. Presente anche l’assessore Dario Falzone e il comandante della polizia municipale.

Nel corso della riunione si è deciso un aumento dei sistemi di videosorveglianza nell’area urbana, in stretto coordinamento con le indicazioni tecniche che saranno fornite dalle forze di polizia.

Le indagini sul ferimento a Palermo

Proseguono, a caccia di altri eventuali partecipanti alla rissa e corresponsabili dei fatti, le indagini sul ferimento della ventiduenne Alessia Badalamenti, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì nella centralissima via Isidoro La Lumia, a Palermo.

In carcere, per ora con l’ipotesi di detenzione illegale di arma da fuoco e porto abusivo aggravato in luogo pubblico, c’è Pietro Graziano, di 23 anni.

Il giovane, interrogato dal pm, ha parzialmente ammesso i fatti, sostenendo di essersi difeso, ma la sua versione non ha affatto convinto gli investigatori e gli inquirenti. La procura sta per chiedere la convalida del fermo al Gip e potrebbe contestare anche il tentato omicidio. L’indagato ha ammesso di avere sparato (la pistola è stata ritrovata e Graziano aveva su di sè tracce di polvere da sparo, emerse con la prova dello stub), dicendo però che l’Audi Q3 su cui si trovava la ragazza col proprio fidanzato, avrebbe tentato di investirlo: uno dei colpi, attutito per fortuna dalla carrozzeria dell’auto, ha colpito Badalamenti di striscio alla tempia destra, conficcandosi tra la cute e la teca cranica, provocando una frattura ma per fortuna poco altro.

Per rimuovere il proiettile è stato necessario un intervento di neurochirurgia, che sarebbe riuscito e la ragazza è stata dunque giudicata fuori pericolo.

Pietro Graziano, durante l’interrogatorio davanti ai pm, ha collegato la sua decisione di sparare a una lite avvenuta poco prima davanti al Berlin Cafe’, locale della zona, alla quale lui però non avrebbe preso parte. Chi indaga – basandosi sulle immagini di videosorveglianza della zona – è convinto però del contrario, e cioè che il ventitreenne avrebbe sparato contro il fidanzato della giovane ferita per la lite di poco prima o per un fatto pregresso, dissapori, acredini, questioni legate anche a vicende criminali. Graziano insiste comunque nella sua versione: avrebbe fatto fuoco, cioè, solo perché si sarebbe visto arrivare addosso la macchina.

In ogni caso il giovane in cella ha ammesso di essere uscito armato e di avere sparato nello stesso punto in cui, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 2023, al culmine di un’altra rissa, un giovane oggi trentenne, Marco Cucina, esplose sette colpi in aria, terrorizzando le centinaia di giovani presenti sul posto. Anche in quel caso furono decisive le telecamere di videosorveglianza e le immagini riprese con i cellulari dai balconi dei palazzi circostanti: e anche in quel caso, prima degli spari, c’era stata una violenta rissa tra gruppi rivali dello Sperone e del Cep, due periferie che sorgono su lati opposti di Palermo. Cucina, indicato come “il pistolero di via La Lumia”, è stato condannato a 7 anni e 4 mesi.