La Polizia di Stato ha arrestato giovane di 22 anni accusato di avere seminato il panico tra gli esercenti della zona di San Lorenzo e Sferracavallo a Palermo.

Gli agenti del Commissariato San Lorenzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare nei confronti di un giovane di 22 anni, residente nel quartiere Marinella, ritenuto responsabile di una serie di violenti assalti avvenuti tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.

Le indagini si sono concentrate su quattro episodi specifici che hanno mostrato una preoccupante escalation di violenza. Il primo risale al 5 dicembre 2024, quando due individui armati di bastone hanno sottratto 350 euro da una farmacia a Sferracavallo. L’inizio del nuovo anno ha visto un’intensificazione dell’attività criminale, con due colpi messi a segno nella sola giornata del 4 gennaio

. In mattinata, il gruppo ha tentato di rapinare un bar, fallendo solo grazie alla resistenza del personale, mentre poco dopo ha assaltato un noto negozio di abbigliamento nella zona di San Lorenzo. In quest’ultima occasione, i rapinatori hanno agito con brutale efferatezza, colpendo un dipendente alla tempia con il calcio di una pistola prima di fuggire con un bottino di circa 2000 euro. L’ultimo colpo documentato risale al 30 gennaio, ai danni di un bar tabacchi in un’area di servizio, dove tre giovani armati sono riusciti a sottrarre circa 5000 euro.

Il successo dell’operazione odierna è frutto di un lungo lavoro investigativo avviato già nel febbraio del 2025, quando la sezione investigativa del commissariato aveva tratto in arresto un minorenne coinvolto negli stessi episodi. Partendo da quegli elementi e incrociando i dati raccolti, i poliziotti sono riusciti a risalire al complice ventiduenne. Fondamentali si sono rivelate le analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza e il monitoraggio costante dei social network e delle fonti aperte, che hanno permesso di ricostruire i legami tra i sospettati.

L’attività di polizia ha evidenziato un rapporto di assidua frequentazione tra i due giovani. Una prova emblematica della loro complicità è emersa durante la perquisizione domiciliare a carico del ventiduenne, dove gli agenti hanno rinvenuto indumenti appartenenti al minorenne, utilizzati durante le rapine e nascosti in quello che veniva ritenuto un luogo sicuro. Oltre alle rapine, al giovane viene contestato il reato di ricettazione per due autovetture, una BMW e una Fiat Panda, impiegate per le incursioni e la successiva fuga. Proprio la Panda è stata ritrovata abbandonata a breve distanza dall’abitazione dell’indagato dopo il colpo all’area di servizio. Mentre il ventiduenne resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, le indagini proseguono senza sosta per identificare gli altri componenti della banda ancora in libertà.