Non si arresta la mobilitazione degli studenti a Palermo, in un autunno che si conferma caldissimo sul fronte della protesta scolastica e universitaria. La mappa della protesta studentesca continua ad allargarsi di ora in ora: ad oggi si contano ben 17 istituti superiori occupati o in stato di agitazione nel capoluogo e in provincia. Al centro della rivolta ci sono le storiche rivendicazioni sul diritto allo studio, la denuncia per le condizioni precarie dell’edilizia scolastica, il caro vita e il caro carburante che pesa sui pendolari, fino all’opposizione ai decreti sicurezza e alle spese per il riarmo.
La tensione è altissima e proprio oggi, venerdì 30 ottobre, la protesta si è riversata nelle strade in occasione dello sciopero generale proclamato dai sindacati di base. Un lungo corteo composto da oltre duemila persone, tra studenti e lavoratori, è partito da piazza Castelnuovo per snodarsi lungo le vie del centro fino al porto, paralizzando il traffico cittadino e ribadendo il no sociale alla crisi e alla precarietà.

La mappa delle scuole occupate

L’elenco degli istituti superiori coinvolti cresce ogni mattina. La protesta vede barricati all’interno delle strutture i ragazzi dei licei classici Umberto I, Meli e Vittorio Emanuele II, insieme agli scientifici Einstein e Galilei. Ma l’occupazione ha ormai contagiato una fitta rete di scuole: dal magistrale Finocchiaro Aprile agli istituti Basile di Monreale, Marco Polo, Catalano, Almeyda, Cassarà, Medi, Regina Margherita e Benedetto Croce. Negli spazi autogestiti si susseguono assemblee, dibattiti e laboratori, con gli studenti che rivendicano la necessità di trasformare la scuola in un luogo vivo di partecipazione e non in uno spazio repressivo.

Il caso del Liceo Galilei: “Vogliamo rispetto e dialogo”

Un focolaio di forte polemica si è acceso al plesso Tranchina del Liceo Scientifico “Galileo Galilei”. Gli studenti hanno denunciato pubblicamente un clima di pesante intimidazione che avrebbe coinvolto tre dei loro rappresentanti d’istituto. Secondo quanto riferito dai collettivi, nel corso dell’ultimo Consiglio d’Istituto i portavoce degli studenti sarebbero stati oggetto di urla e minacce verbali durate ore da parte della componente adulta dell’organo collegiale.
“Non siamo disposti ad accettare che la voce degli studenti venga soffocata con la violenza verbale e con l’intimidazione”, si legge in una nota diffusa dalla comunità del Galilei. I giovani contestano la “criminalizzazione del pensiero critico” e l’atteggiamento da “sceriffi” assunto da alcune dirigenze scolastiche, chiedendo un tavolo di confronto paritario e rispettoso delle regole democratiche. Proprio per questo, la succursale di via della Ferrovia a San Lorenzo ha risposto in massa all’appello del corteo cittadino di oggi.

Carabinieri all’Università: è scontro sulla serata musicale

La mobilitazione non risparmia il mondo universitario, dove nelle scorse ore si è registrato un episodio che ha scosso profondamente gli studenti del dipartimento di Scienze umanistiche dell’Ateneo di Palermo. Una serata musicale organizzata nell’androne dell’ex facoltà di Lettere e Filosofia è stata bruscamente interrotta dall’irruzione di diverse pattuglie dei Carabinieri. Secondo quanto reso noto dagli organizzatori, i militari sarebbero intervenuti su esplicita richiesta del rettore Massimo Midiri.

I rappresentanti degli studenti universitari hanno espresso profondo sconcerto, parlando di un “grave precedente” e di una risposta sproporzionata nei confronti di un’iniziativa di sana socialità che non stava arrecando alcun danno ai locali. “L’Università appartiene agli studenti”, rimarcano i collettivi, contestando la militarizzazione degli spazi di espressione giovanile.

La replica dell’Ateneo di Palermo non si è fatta attendere. I vertici universitari hanno respinto le accuse di repressione, chiarendo che l’iniziativa musicale in questione non era stata autorizzata, non era pervenuta alcuna richiesta preventiva e che l’evento era stato promosso da un’associazione non riconosciuta. “Il campus è degli studenti e deve essere un luogo vivo – conclude la nota dell’Università – ma ogni iniziativa deve svolgersi nel rispetto delle regole e delle necessarie procedure autorizzative. La sicurezza non limita la vita universitaria, ma ne è una condizione indispensabile”.

Ma i ragazzi non ci stanno e controreplicano “Scopriamo oggi di non essere riconosciuti dal Magnifico Rettore – spiegano –. Da cinque anni organizziamo gli stessi eventi culturali e musicali all’interno del dipartimento, senza che sia mai stata sollevata alcuna obiezione o richiesta un’autorizzazione formale. Una prassi che non ha mai rappresentato un problema e che oggi viene improvvisamente contestata” dicono e si riuniscono in assemblea nei locali della stessa facoltà.

“Di fronte a una situazione che avrebbe potuto essere affrontata attraverso il dialogo e il confronto con gli studenti, si è scelto di ricorrere alle forze dell’ordine. Un fatto anomalo, che non ricordiamo sia mai accaduto prima all’interno della nostra università”. Al termine dell’assemblea, gli studenti hanno votato e proclamato lo stato di agitazione permanente.