Operai Blutec hanno occupato la stazione ferroviaria Fiumetorto nei pressi dell’agglomerato industriale di Termini Imerese. Protestano contro lo stallo politico e di uno stato di incertezza che coinvolge migliaia di famiglie dello stabilimento termitano.

Sono un centinaio di lavoratori ha occupato la stazione dove è giunto per esprimere solidarietà agli operai anche il deputato regionale del Movimento 5 stelle, originario di Termini Imerese, Luigi Sunseri.

I lavoratori dello stabilimento termitano della Blutec chiedono al governo Conte un incontro immediato per aprire un tavolo di confronto a Roma e il rinnovo della cassa integrazione scaduta a giugno.

“I lavoratori sono stanchi e ormai non riusciamo a placare la loro rabbia, la protesta non si fermerà, servono risposte immediate sul futuro di Blutec a Termini Imerese, non si può continuare a vivere nell’incertezza totale sulla copertura degli ammortizzatori sociali e sul ritorno a lavoro”.

Cosi Antonio Nobile segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani e il responsabile Fim Cisl Blutec Giacomo Raneri intervengono sulla vertenza Blutec nel giorno dell’assemblea dei lavoratori che si è svolta davanti i cancelli dello stabilimento termitano. Subito dopo le tute blu hanno inscenato una protesta occupando la rete ferroviaria della stazione Fiumetorto.

“Durante assemblea abbiamo ribadito quanto sia urgente un incontro al Mise sulla questione della cassa integrazione, che non viene percepita già dal mese di giugno. La Regione deve essere protagonista della vertenza e deve mantenere l’impegno che si era assunta con un accordo siglato al Ministero, quello cioè di dare copertura per la rimanente cigs di tutto il 2019. Ad oggi invece – aggiungono Nobile e Raneri – non abbiamo nessuna risposta concreta e il 31 ottobre scadono i termini per la presentazione della domanda da parte dell’amministratore Blutec”.

Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani conclude, “Governo regionale e nazionale intervengano subito per garantire la cigs, ma si vada anche oltre cercando soluzioni industriali affidabili per nuovi progetti di rilancio del sito, che possano garantire il futuro ai lavoratori tutti compresi i 300 circa dell’indotto che vivono senza nemmeno la garanzia degli ammortizzatori. Facciamo appello al Governo Conte, bisogna guardare nel complesso al futuro di tutto il territorio e delle sue tante famiglie, considerando anche il provvedimento delle Zes come opportunità. Si faccia presto, dal futuro di Termini dipende quello di tutta la provincia palermitana”.