Nell’operazione Resurrezione sono finiti in carcere i palermitani Agostino Affatigato, 63 anni, Benedetto Alerio, 36 anni, Salvatore Castiglione, 54 anni, Giuseppe Settimo D’Arpa, 51 anni, Girolamo Federico, 51 anni, Giuseppe Di Maria, 69 anni, Salvatore Genova, 65 anni, Carlo Giannusa, 53 anni, Sergio Giannusa, 66 anni, Francesco Leone, 63 anni, Giuseppe Mesia, commercialista 57 anni, Michelangelo Messina, 61 anni, Mario Muratore, 67 anni, Mario Napoli, 57 anni, Giovanni Quartararo, 55 anni, Michele Siragusa, 78 anni. Ai domiciliari, Sergio Tripodo, Notaio, 71 anni e Francesco Balsameli, 64 anni.

Il questore Leopoldo Laricchia

“L’operazione di polizia che stamani ha portato all’esecuzione di 18 misure cautelari, ha disarticolato il mandamento mafioso di Resuttana, decapitandolo del suo reggente e di altri uomini d’onore che ne costituivano figure di spicco nella gestione di sistematiche attività di estorsione ai danni di imprenditori di ogni ambito. Ma l’aspetto più rilevante consiste nell’aver portato alla luce la collaborazione alle attività criminali di professionisti,  la cosiddetta borghesia mafiosa, che non ha esitato a mettere a disposizione le proprie competenze a vantaggio di cosa nostra”.

Lo ha detto il questore di Palermo Leopoldo Laricchia commentando l’operazione Resurrezione che ha portato all’arresto di 18 indagati per mafia nel mandamento di Resuttana a Palermo.  “Ulteriore infiltrazione nell’economia si è realizzata mediante imprenditori della ristorazione che hanno a tutti gli effetti costituito una vera e propria impresa mafiosa insieme con il reggente del mandamento, con grave alterazione della concorrenza e della libertà di iniziativa economica – aggiunge il questore – Questa operazione purtroppo fa emergere come, contrariamente al discorso pubblico ufficiale,  una parte del mondo delle professioni e dell’impresa sia permeabile ai facili guadagni conseguiti attraverso l’utilizzo della forza intimidatrice della mafia”.

Il sindaco Roberto Lagalla

“Esprimo grande soddisfazione e ringraziamento alla Squadra mobile di Palermo e allo Sco per l’operazione che ha portato a disarticolare il mandamento mafioso di Resuttana.

L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo alla quale va la mia gratitudine, spezza il legame di Cosa nostra in questo quartiere con una fetta di imprenditoria e dà un duro colpo all’influenza estorsiva esercitata sulle attività commerciali” dice il sindaco Roberto Lagalla.

 

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