A quarantaquattro anni dall’omicidio del medico legale e docente universitario Paolo Giaccone, assassinato dalla mafia l’11 agosto 1982 per essersi rifiutato di alterare una perizia dattiloscopica, un libro della giornalista Tiziana Lenzo ne ricostruisce il profilo umano e scientifico.
Storia di una vittima fino ad ora poco ricordata
Il volume Paolo Giaccone. Storia, eredità scientifica e morale tra interviste e ricordi, pubblicato dalla casa editrice Torri del Vento, colma un vuoto significativo: fino a oggi, infatti, nessun libro era stato dedicato a questa straordinaria figura, simbolo di rigore professionale e integrità morale.
Attraverso interviste, testimonianze, atti giudiziari, articoli di giornali dell’epoca e documenti rinvenuti negli archivi dell’ex Facoltà di Medicina, l’autrice restituisce un ritratto completo del medico legale, mettendone in luce la complessità umana e professionale e ricostruendo al contempo il contesto sociale e politico in cui visse e operò.
Un uomo che non si piegò
“Giaccone fu ucciso dalla mafia semplicemente perché svolse con rigore e coerenza il proprio lavoro – afferma Tiziana Lenzo -. Questo libro è un omaggio alla sua memoria, ma anche una riflessione sul valore della responsabilità individuale nelle istituzioni e sull’esercizio della funzione pubblica”.
Il prossimo 30 giugno, alle ore 18, il libro – che ha debuttato lo scorso 6 giugno nell’ambito della rassegna “Una Marina di libri” – sarà presentato alla libreria Feltrinelli di via Cavour.
Prefazione di Leoluca Orlando
“La storia umana, l’esperienza professionale e la sua uccisione – scrive Leoluca Orlando nella prefazione – hanno reso il professore Paolo Giaccone, professionista di grande umanità, un eroe normale in una realtà palermitana segnata da una violenza straordinaria, dove società e istituzioni erano profondamente condizionate dall’arroganza criminale mafiosa, divenuta sistema culturale e istituzionale. Le coraggiose testimonianze raccolte in questo doveroso esercizio di memoria richiamano diffuse omissioni, reticenze e assordanti silenzi, anche da parte di chi operava nelle istituzioni e nel mondo universitario e medico. Il libro di Tiziana Lenzo restituisce una memoria viva che continua a interrogare il presente, ponendo domande ancora attuali sulla responsabilità individuale e collettiva”.






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