Perdere la vita per aver sottratto il proprio figlio da un conflitto per qualche parola di troppo. Calci e pugni fino a morire: è questo il riepilogo della dinamica che ha coinvolto Gioacchino Vaccaro, detto Gino, ucciso da una violenta aggressione da parte di due fratelli poi successivamente costituitisi ai carabinieri. Era conosciuto da tutta la comunità partinicese, gestiva un’attività di frutta e verdura. Per il 46enne, sono terminate le speranze poche ore dopo il tragico episodio, il suo cuore ha smesso di battere all’ospedale Civico di Partinico.

La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per chiarire le cause esatte del decesso.

L’aggressione in strada

L’episodio si è verificato nella tarda serata di domenica 30 marzo in largo Avellone. Tutto sarebbe iniziato quando il figlio diciassettenne di Vaccaro avrebbe rimproverato due uomini per la loro guida spericolata. In risposta, i due avrebbero reagito con violenza, aggredendolo. La madre del ragazzo, presente sulla scena, ha assistito impotente alla scena prima che il padre intervenisse per proteggerlo.

Purtroppo, l’intervento di Vaccaro ha scatenato la furia degli aggressori, due fratelli di 30 e 43 anni, che lo hanno colpito con una raffica di calci e pugni, lasciandolo in condizioni disperate. Il figlio ha riportato ferite, ma la sua vita non è in pericolo.

Dopo il pestaggio, i due aggressori si sono costituiti ai carabinieri. Sul caso stanno indagando gli inquirenti, che stanno analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza presenti nella zona per ricostruire nei dettagli quanto accaduto.

Il cordoglio

Una comunità sotto shock per la tragica morte del concittadino Gioacchino Vaccaro. Le parole del primo cittadino, Pietro Rao, rivolgono una riflessione  sul valore della vita e sull’incredulità dei futili motivi che hanno condotto alla morte del 46enne: “Inaccettabile, io non ci sto. La vita di ogni individuo ha un valore inestimabile, eppure oggi ci troviamo a piangere la morte di una persona perbene, un uomo di 46 anni, strappato via per futili motivi. Nessuna giustificazione può spiegare un atto così crudele, nessuna parola può colmare il vuoto lasciato dalla sua assenza. Ogni vita è unica, un intreccio di esperienze, sogni, speranze, relazioni. Non possiamo permettere che la violenza venga banalizzata o giustificata, anche quando la causa appare insignificante. Dietro ogni tragedia c’è una storia che merita rispetto, un dolore che non può essere dimenticato. Oggi più che mai, dobbiamo riflettere sul valore della vita, sulla necessità di promuovere il dialogo, il rispetto e la comprensione reciproca. Non possiamo più tollerare che la violenza diventi la risposta a ciò che non comprendiamo o non accettiamo. La vita di ogni persona deve essere protetta, rispettata e, soprattutto, celebrata”.

Poi ancora, le parole di Sabrina Fiore: “Profondamente addolorati, esprimiamo tutto il nostro cordoglio per la tragica scomparsa di un nostro caro concittadino Gioacchino Vaccaro, figlio, padre, marito, amico, conoscente di tutta la comunità partinicese. Un tragico evento che ci ha lasciati tutti attoniti. Condoglianze da parte nostra. Che Dio possa, nel tempo, dare conforto a questa famiglia. Preghiamo anche per questa comunità, che penso abbia tanto bisogno della presenza di Dio”.

Anche il primo cittadino di Cinisi, Vera Abbate, si è unita al cordoglio: “Ancora una volta ci troviamo di fronte a una notizia che ci lascia sgomenti e addolorati. Gioacchino Vaccaro, un giovane padre di famiglia del nostro comprensorio, ha perso la vita in modo brutale, nel tentativo di difendere il proprio figlio da una rissa scatenata per futili motivi. L’Amministrazione Comunale di Cinisi e tutta la nostra comunità si stringono con affetto e vicinanza alla famiglia di Gioacchino Vaccaro, alla moglie, ai figli, agli amici, e al Sindaco di Partinico Pietro Rao, in rappresentanza di una città colpita da questo terribile evento”.