Il governo insiste sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina ma lo farà seguendo tutte le regole imposte dalla Corte dei Conti, con un confronto stabile e senza prendere scorciatoie che portano allo scontro.

Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri approvando, ieri sera, la bozza del Decreto sulle Infrastrutture che parte proprio dal Ponte sullo Stretto. La delibera affronta tutti i tempi posti dalla Corte dei Conti e indica la strada per superare il contenzioso con un confronto attraverso la modifica degli atti.

Le tre questioni da affrontare e la nomina del Commissario

Le questioni da affrontare sono tre e riguardano il finanziamento dell’opera e il relativo conto economico, la delibera Iropi e le questioni ambientali, il confronto con l’Unione Europea. Il governo abbandona sia la norma che comprimeva i poteri della Corte dei Conti che l’idea del Commissario straordinario. Il Commissario straordinario, però, viene nominato ugualmente ma solo per le opere ferroviarie propedeutiche al Ponte.

La questione economica

Viene rivisto il piano economico finanziario della Società stretto di Messina per aggiornarlo ai tempi attuali e superare, così, una delle obiezione che riguardavano proprio il ritorno in vita del vecchio progetto e della vecchia società senza adeguare ai tempi odierni e quindi a costi, procedure (quella originaria era un opera in project financing, l’attuale un’opera interamente finanziata con risorse pubbliche) e adeguamenti normativi. Il nuovo piano, prima di procedere, sarà oggetto di confronto con la Corte.

Il finanziamento si sposta avanti di due anni anche in considerazione del fatto che le nuove procedure chiederanno altro tempo. I 780 milioni dirottati su altre misure nel 2026, verranno rimessi sul Ponte con 320 milioni nel 2032 e 460 nel 2033. Sara necessaria una nuova delibera Cipe ma dopo gli ulteriori due passaggi

Delibera Iropi e questioni ambientali

Si tornerà sulle questioni ambientali con studi specifici e sarà redatta buna nuova delibera Iropi, quella che dispone l’opera sia da considerare priorità assoluta e irrinunciabile. Anche questa delibera e i documenti ambientali che viaggeranno insieme ad essa, saranno oggetto di confronto preventivo con la Corte dei Conti. La delibera sarà, poi parte integrante della documentazione Cipe.

Il Confronto con l’Ue

La questione ambientale passerà anche per il confronto con l’Ue che riguarderà anche gli aspetti di sostenibilità dei trasporti. Il confronto riguarderà anche le tariffe di attraverso e i pedaggi che verranno imposti che vanno valutati a monte della realizzazione dell’opera per realizzare un piano di pre ammortamento sia pure per una infrastruttura di natura pubblica.

I tre atti integreranno la convenzione con la Società Stretto di Messina e dopo la sottoscrizione dell’atto integrativo tutto tornerà ancora in Corte dei Conti.

L’avvio della costruzione slitta di due anni

Da una parte il governo conferma la volontà di farlo il Ponte sullo Stretto, dall’altra parte l’avvio dell’opera slitta di circa due anni per questa serie di adempimenti. La polemica continua inevitabilmente con ni detrattori che parlano di ennesima beffa, fondi bloccati inutilmente ed opera che non si farà mai perché lo slittamento altro non è che un modo per arrivare alle elezioni. Dall’altra parte della barricata si sottolinea che l’intenzione resta e ci si adegua a prescrizioni della magistratura contabile che lo slittamento, se a qualcuno va imputato, questo non è certo il governo.