Tre personaggi morti che si tormentano l’un l’altro, una stanza semivuota con tre sedie, nessuna finestra, un tavolino e qualche oggetto simbolico.

E’ questa la struttura di “Porta chiusa”, il dramma di Jean Paul Sartre che andrà in scena giovedì 1 agosto alle 21 tra le mura della chiesa dello Spasimo, a cura della compagnia teatrale palermitana “Gli insoliti”.

Si tratta di un’opera ad atto unico in cui le tre anime dei defunti, Garcin, Inés ed Estelle, vengono introdotte in una stanza spoglia (che si scoprirà essere un luogo dell’inferno) dove rimangono drammaticamente sole a torturarsi a vicenda con domande che fanno riaffiorare i delitti e i peccati commessi in vita. Nessun demone, nessuna forza infernale si accanisce contro di loro; la punizione è proprio questa: relazionarsi per essere costretti a ricordare e, quindi, a fare i conti con la propria coscienza. Ciascuno di loro è al contempo vittima e carnefice dell’altro.

In questo testo è contenuta quella che è forse la più famosa citazione di Sartre: “l’inferno sono gli altri”. Perché gli altri, in qualche modo, fanno da specchio a ciò che vogliamo tenere nascosto, ci sbattono in faccia le nostre paure, le ossessioni, le debolezze, le miserie della nostra vita.
“Porta chiusa” è un’amara riflessione sull’essere umano e sul suo innato desiderio di distruggere il prossimo con l’arma più letale che possiede: la parola.

Gli attori-registi Benedetta Aiello, Chiara Gambino e Davide Giabbani e Marta Fogazza si sono resi di conto di dover rivisitare l’opera originale per adattarla alla loro sensibilità artistica, per cui hanno studiato, tagliato, e rielaborato il testo di Sartre per seguire un ordine diverso da quello prefissato dall’autore.