Entra nel pieno della sua applicazione la nuova legge regionale sull’assunzione degli orfani delle vittime di femminicidio. Dopo i provvedimenti riguardanti le donne rimaste sfregiate da azioni legate all’odio di genere, entra in funzione anche la seconda parte della legge di giugno dello scorso anno superando i problemi burocratici legati al riconoscimento dello status.
Parte l’iter per la prima assuzione
Al via, dunque, l’iter per la prima assunzione di una persona orfana di vittima di femminicidio. L’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali ha rilasciato, infatti, il nulla osta a un richiedente che aveva presentato domanda entro il 31 dicembre dello scorso anno. Dopo avere esaminato tutta la documentazione presentata, il dipartimento ha dato esito positivo e, dunque, il via libera ai successivi adempimenti amministrativi di competenza dell’assessorato della Funzione pubblica.
Sicilia prima regione ad introdurre questi benefici
“Dopo il passaggio storico in cui siamo stati la prima Regione in Italia ad assumere all’interno della propria amministrazione donne aggredite e con sfregi permanenti al viso – dice il presidente della Regione Renato Schifani – adesso andiamo avanti con l’attuazione di una norma che dimostra la vicinanza delle istituzioni a chi ha avuto la vita segnata per sempre da queste tragedie. Negli ultimi mesi, abbiamo lavorato per avviare l’iter di questa assunzione che, oltre a essere un atto di solidarietà altamente simbolico e una luce di speranza, è un grande motivo di orgoglio, dato che questa legge è stata voluta fortemente dal mio governo”.
A settembre scorso assunte due donne “sfregiate”
“Lo scorso settembre la Regione aveva completato l’iter per assumere due donne che avevano riportato sfregi permanenti al viso in seguito a episodi di violenza – dichiara l’assessore Nuccia Albano – Adesso inizia quello per gli orfani di vittime di femminicidio. Compiamo un passo concreto nell’attuazione della norma. Non si tratta soltanto di un adempimento amministrativo, ma di un segnale concreto verso chi ha subito una tragedia irreparabile. Come assessorato, abbiamo lavorato affinché le procedure fossero avviate nel più breve tempo possibile, esaminando con attenzione tutte le istanze presentate entro i termini previsti. L’avvio dell’iter rappresenta dunque l’inizio di un percorso che intendiamo portare avanti con determinazione, nel rispetto delle risorse disponibili e delle priorità fissate dalla normativa. Dietro ogni pratica ci sono storie personali molto dolorose, che meritano attenzione, ascolto e risposte concrete da parte delle istituzioni”.
La legge divenuta applicabile a giugno dello scorso anno
L’Assemblea regionale siciliana, lo scorso mese di giugno, ha approvato un emendamento rendendo retroattiva la legge del gennaio 2024 che prevede l’assunzione prioritaria delle donne vittime di violenza con deformazioni e sfregi permanenti al viso e dei figli di vittime di femminicidio, purché residenti in Sicilia.
Gioisce Ismaele La Vardera: “Norma ispirata da me”
Soddisfazione anche del deputato regionale di Controcorrente Ismaele La Vardera che considera quella norma come un suo successo “L’emendamento La Vardera finalmente è stato applicato nella sua interezza e non posso che esserne felice. Dopo la storica assunzione per le donne vittime di violenza tra le fila della regione ora arriva anche la seconda parte: gli orfani di femminicidio. Certo ci sono voluti due anni, e ricordo ancora tutte le volte che lo Stato centrale ha provato ad impugnarla perché messo in ridicolo da una regione che è arrivata prima e con una norma storica. Ma ci siamo riusciti e questo dimostra che le cose si possono cambiare anche da opposizione. Fa però ridere come l’assessore Albano e il presidente Schifani mentono sapendo di mentire dicendo in una nota che questa ‘norma è stata voluta dal suo governo’ dimostrando ancora una volta che il loro valore politico e l’onestà intellettuale è pari allo zero. Avrei preferito dicessero che erano una legge per i cittadini e non intestarsi con note trionfalistiche il lavoro degli altri” afferma il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera
La risposta di Pellegrino “Intervento di Schifani l’ha resa applicabile”
“Credo che prima di chiedere onestà intellettuale agli altri, sarebbe opportuno metterla in pratica per primi gli risponde il capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino.
“La Vardera rivendica con orgoglio la paternità di una norma sugli orfani di vittime di femminicidio. E fin qui, nulla da eccepire: è giusto che ognuno si prenda il merito delle proprie iniziative. Ma c’è una piccola, grande contraddizione che sfugge al collega. La sua proposta, approvata da tutta l’Assemblea Regionale e pur nella bontà dell’intenzione, era stata oggetto di rilievi da parte del Governo nazionale. Solo un ulteriore intervento normativo, proposto direttamente e personalmente dal presidente Schifani, ha permesso di superare quei rilievi e rendere finalmente operativa la norma. Questo non è un dettaglio tecnico: è il cuore della vicenda. Senza quel lavoro, la buona idea sarebbe rimasta sulla carta”.
“Sarebbe quindi onesto riconoscere che questa norma è frutto di un percorso parlamentare importante e del lavoro del governo regionale. Una di quelle norme di cui tutti dovrebbero andare fieri, con la sobrietà dovuta alla delicatezza del tema trattato, senza atteggiamenti puerili da primi della classe. Atteggiamenti ancor più inopportuni, se si considera il contesto e le storie delicate di cui stiamo parlando: donne uccise, giovani rimasti orfani. Su questi temi, la politica ha il dovere di parlare con rispetto e serietà, non con proclami da campagna elettorale permanente.” conclude Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana.






Commenta con Facebook