Tre nuovi elementi si aggiungono al quadro delle intercettazioni nel caso Garlasco bis. Il primo è un’intercettazione ambientale dell’8 febbraio 2017, riletta dalla Procura di Pavia nell’ambito delle nuove indagini chiuse nei giorni scorsi: Andrea Sempio, in un soliloquio, pronuncia la frase “alle nove e mezza” che gli inquirenti leggono come un possibile riferimento all’orario in cui si sarebbe presentato a casa di Chiara Poggi il giorno dell’omicidio. Il secondo è la risposta dell’avvocato Liborio Cataliotti, che smonta la lettura accusatoria. Il terzo è un dettaglio investigativo inedito sui soliloqui del 14 aprile 2025: le frasi contestate sarebbero state pronunciate non durante il podcast, ma dopo averlo spento, e a voce bassissima.

“Alle nove e mezza”: l’intercettazione del 2017

La trascrizione dell’intercettazione dell’8 febbraio 2017 riportata nelle nuove indagini recita: “È successo qualcosa quel giorno (…) era sempre lì a casa (…) però cazzo (…) alle nove e mezza”.

Per la Procura di Pavia, Sempio in quel soliloquio “sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”. L’orario delle 9.30 è compatibile con la ricostruzione accusatoria: i consulenti avevano già stabilito che l’alibi dello scontrino di Vigevano copre i movimenti di Sempio solo fino alle 9.12 del 13 agosto 2007.

Cataliotti risponde: “Non vuol dire nulla, anche ammettendo che l’audio sia fedele”

L’avvocato Liborio Cataliotti ha risposto a questa lettura intervenendo a Dentro la Notizia su Canale5. Ha esordito con una premessa tecnica: “Dalla trascrizione di quell’intercettazione, di cui non disponiamo ancora dell’audio, si comprende che è incomprensibile, mi scuso per il bisticcio di parole, ma l’audio non è chiaro, non è nitido”.

Poi, ha aperto una valutazione nel merito, senza concedere sul punto della qualità audio: “Ammettiamo, senza concederlo, che sia un audio fedele: ‘è successo qualcosa quel giorno alle nove e mezza’, dal mio punto di vista, se non lo si vuole necessariamente relativizzare all’omicidio, non vuol dire nulla. E dico di più: anche se si relativizzasse la frase ‘alle nove e mezza è successo qualcosa’ non sarebbe probante di nulla”.

Il dettaglio investigativo: le frasi arrivano dopo il podcast, a voce bassissima

Il terzo elemento è quello che cambia di più la geometria del confronto tra accusa e difesa sull’intercettazione del 14 aprile 2025. La difesa di Sempio ha sempre sostenuto che le frasi contestate fossero commenti estemporanei al podcast sul caso Garlasco che Sempio stava ascoltando in auto. Gli inquirenti sostengono ora che le frasi siano state pronunciate alcuni minuti dopo aver fermato il podcast: un dettaglio che, se confermato dall’ascolto dell’audio originale, ridurrebbe significativamente la plausibilità della versione difensiva.
Non solo il momento: anche il tono. Dopo aver pronunciato alcune frasi con voce normale, Sempio avrebbe iniziato a bisbigliare, a voce bassissima, “quasi non volesse farsi sentire.” Gli inquirenti ritengono questo cambiamento di registro un elemento significativo.
L’audio originale non è ancora stato consegnato alla difesa, che ha chiesto l’accesso all’intero fascicolo dopo la notifica del 415-bis.