In Italia due dei quattro passeggeri italiani tracciati dal ministero della Salute dopo il focolaio della nave MV Hondius sono in quarantena obbligatoria. Nel frattempo l’ECDC lancia un avvertimento: a causa del lungo periodo di incubazione, nelle prossime settimane potrebbero emergere altri casi tra ex passeggeri e membri dell’equipaggio. E dalla Svizzera arriva la prima sequenza genetica del virus: è simile al 99% al ceppo argentino già noto dal 2018. Nessuna nuova variante, nessuna mutazione preoccupante.
I due italiani in quarantena obbligatoria: Villa San Giovanni e Torre del Greco
La sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti ha emesso un’ordinanza di quarantena obbligatoria per Federico Amaretti, 25 anni, marittimo, che era a bordo del volo KLM sul quale la donna poi deceduta per hantavirus aveva viaggiato per pochi minuti. Amaretti era già in isolamento volontario dal 5 maggio. La quarantena obbligatoria dura 45 giorni. È asintomatico. La sindaca lo sente quotidianamente.
Il sindaco di Torre del Greco Luigi Mennella ha firmato un’ordinanza analoga per un marittimo 24enne residente nel comune campano. Anche per lui 45 giorni: stanza singola con bagno dedicato, monitoraggio della temperatura, mascherina FFP2 in presenza di altre persone. Asintomatico.
Firenze: quasi fuori dall’osservazione
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha aggiornato sulla donna di Firenze: asintomatica, al 95% potrebbe essere valutata positivamente già la prossima settimana, con termine massimo l’8 giugno. “L’hantavirus si trasmette solo in presenza di sintomi, quindi lei non contagia altri”, ha precisato Giani. “Lo scopo della quarantena è precauzionale”. Sul quarto passeggero, residente in Veneto, non sono disponibili aggiornamenti pubblici.
ECDC: “Potrebbero esserci altri casi nelle prossime settimane”
La direttrice dell’ECDC, Pamela Rendi-Wagner, ha rilasciato una dichiarazione che non invita all’abbassamento della guardia: “A causa delle incertezze persistenti e del lungo periodo di incubazione, è possibile che nelle prossime settimane si verifichino ulteriori casi tra ex passeggeri e membri dell’equipaggio. Ecco perché l’approccio precauzionale adottato dall’ECDC fin dall’inizio è stato fondamentale”.
L’agenzia europea con sede a Stoccolma aggiunge che il recente sequenziamento genetico del virus “suggerisce fortemente che i campioni di passeggeri analizzati e confermati siano collegati alla stessa fonte di infezione originaria”. Le informazioni genomiche mostrano che il virus “è simile ai virus andini già noti per circolare in Sud America e non rappresenta una nuova variante”. E rassicura: “Al momento non vi sono prove che questa variante si diffonda più facilmente o causi una malattia più grave rispetto ad altri virus andini”.
La sequenza genetica di Zurigo: 99% simile al ceppo argentino del 2018
La sequenza genetica dell’hantavirus Andes, relativa al campione isolato dal paziente deceduto in Svizzera a Zurigo, è stata resa pubblica e caricata sulla piattaforma Virological.org dal Centro nazionale svizzero per le infezioni virali emergenti, dagli ospedali universitari di Ginevra e dall’Istituto di virologia medica dell’Università di Zurigo. È accessibile anche dalla GenBank dei National Institutes of Health degli USA.
La sequenza risulta simile per il 99% a quella rilevata in Argentina nel 2018. A un primo esame, questo indica che il virus ha conservato la sua fisionomia iniziale senza accumulare molte mutazioni nel corso degli anni. È un dato rassicurante: un virus con poche mutazioni è un virus prevedibile, i cui comportamenti sono già noti alla comunità scientifica internazionale.






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