Il focolaio di hantavirus partito dalla nave da crociera MV Hondius ha raggiunto per la prima volta un membro di equipaggio aereo. Un’assistente di volo olandese della compagnia KLM è ricoverata in isolamento all’Amsterdam University Medical Center con sintomi lievi, dopo essere entrata in contatto con una delle donne olandesi decedute per il virus. Lo ha confermato il Ministero della Salute olandese, citando le informazioni riportate dall’emittente RTL Nieuws. Verrà sottoposta al test per l’hantavirus.
La donna era entrata in contatto con la paziente a Johannesburg, in Sudafrica, prima che quest’ultima morisse. Secondo quanto riferito dal quotidiano belga Le Soir, una delle donne olandesi decedute aveva tentato di imbarcarsi su un volo KLM diretto verso il Sudafrica: l’equipaggio aveva scelto di non consentirle l’imbarco per le sue condizioni di salute. La donna è morta il giorno seguente a Johannesburg.
La nave svuota i sintomatici e si dirige alle Canarie
Sul fronte della MV Hondius, Oceanwide Expeditions ha comunicato in una nota ufficiale che tutti i passeggeri con sintomi da hantavirus sono stati fatti sbarcare. Dopo l’evacuazione di tre persone nei Paesi Bassi, di cui una asintomatica e due sintomatiche, non restano individui sintomatici a bordo. La nave è ora diretta da Capo Verde verso le Isole Canarie.
All’arrivo, circa 100 passeggeri e membri dell’equipaggio rimasti a bordo saranno monitorati e poi autorizzati a rientrare in aereo nei rispettivi Paesi di provenienza.
Il bilancio OMS: 5 positivi, 3 sospetti, incubazione fino a sei settimane
L’Organizzazione mondiale della sanità ha aggiornato i dati sul focolaio. Al 7 maggio, secondo l’OMS, sono 5 le persone risultate positive all’hantavirus in seguito all’epidemia a bordo della MV Hondius. Altre tre persone sono state identificate come casi sospetti. Il bilancio dei morti resta fermo a 3.
Un dato rilevante per la valutazione del rischio nei prossimi giorni: l’OMS ricorda che il periodo di incubazione dell’hantavirus può variare da una a sei settimane. Significa che persone entrate in contatto con il virus durante la crociera potrebbero sviluppare sintomi ancora nelle prossime settimane, rendendo il tracciam0ento dei ~40 passeggeri sbarcati a Sant’Elena un’attività che manterrà il suo carattere di urgenza almeno fino a inizio giugno.
Cosa cambia con un caso nel personale aeronautico
Fino ad ora il focolaio aveva coinvolto passeggeri della nave, i loro familiari e i contatti stretti a terra. Il ricovero dell’assistente di volo KLM introduce una variabile nuova: il personale che opera a bordo di aerei commerciali non ha un profilo di esposizione assimilabile a quello dei passeggeri di una nave da spedizione in Antartide. KLM non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali pubbliche oltre alla conferma dei fatti da parte del Ministero della Salute olandese.
Le autorità sanitarie europee avevano già attivato i protocolli di sorveglianza alle frontiere dopo i primi casi. Il caso dell’assistente di volo non modifica, al momento, la valutazione di rischio basso per la popolazione generale indicata dall’OMS il 6 maggio, ma amplia il perimetro del tracciamento.






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