Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, legali di Andrea Sempio, stanno cercando di recuperare un file audio specifico: il podcast sul delitto di Garlasco che il loro assistito stava ascoltando il 14 aprile 2025. Quel giorno una microspia collocata nella sua auto ha captato una serie di frasi che, secondo la Procura di Pavia, costituirebbero di fatto un’ammissione del movente dell’omicidio di Chiara Poggi, la 26enne trovata morta nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007.
Per la difesa, quelle parole erano semplicemente commenti estemporanei e confusi a ciò che Sempio stava ascoltando in quel momento. Il podcast, se individuato, potrebbe diventare l’elemento centrale con cui i legali contesteranno le trascrizioni delle captazioni ambientali.
Cosa dicono le intercettazioni secondo la Procura
I pm di Pavia leggono le captazioni del 14 aprile 2025 come un soliloquio in cui Sempio avrebbe ammesso, tra l’altro, di aver visto i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi e di aver telefonato a Chiara nei giorni precedenti il delitto, tentando un approccio. Stando alle intercettazioni nella versione accusatoria, la ragazza avrebbe risposto con un rifiuto netto: “Non ci voglio parlare con te”.
Queste captazioni si aggiungono a un fascicolo che, secondo la Procura, include consulenze sulla nuova ricostruzione della scena del crimine, il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, la traccia palmare 33 e il presunto falso alibi basato sullo scontrino.
Sempio continua a proclamarsi innocente. Sostiene di non aver mai avuto rapporti o frequentazioni con la vittima e di non aver mai visto i video citati nelle intercettazioni.
La strategia difensiva: dal “commentava la TV” al podcast specifico
L’articolazione della tesi difensiva si è affinata nel giro di poche ore. Nel pomeriggio di ieri, dopo l’interrogatorio in cui Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere, l’avvocata Taccia aveva spiegato che il suo assistito “commentava le trasmissioni televisive” e “scimmiottava” voci e dialoghi sul caso Garlasco, così come era tornato prepotentemente in televisione nella primavera del 2025. Stamattina quella tesi diventa operativa: i legali non cercano un riferimento generico ai programmi TV, ma un podcast specifico, individuabile e ascoltabile, che stava girando nelle cuffie o negli altoparlanti dell’auto di Sempio mentre la microspia registrava.
Trovare quel podcast e dimostrare che le frasi captate corrispondono temporalmente e tematicamente ai contenuti della trasmissione è la mossa tecnica con cui la difesa intende rimettere in discussione la lettura accusatoria.
Trascrizioni con i buchi: il problema delle parti “non comprensibili”
Un secondo fronte difensivo riguarda la qualità stessa delle trascrizioni. L’avvocato Cataliotti aveva già segnalato ieri che i brogliacci mostrati durante l’interrogatorio erano “infarciti di ‘nc’, non comprensibile”. Non si tratta di una contestazione marginale: in un soliloquio in cui il senso dipende dal contesto, dalle pause e dai riferimenti impliciti, le lacune nella trascrizione modificano in modo sostanziale la possibilità di interpretare le parole come autoincriminanti o come commenti a qualcosa che Sempio stava ascoltando.
La difesa, finora, ha visto soltanto le trascrizioni. La registrazione audio originale non è stata né consegnata né fatta ascoltare ai legali. L’ascolto diretto delle captazioni ambientali resta, secondo Cataliotti, il passaggio indispensabile per “contestualizzare, commentare e vedere se parlava effettivamente con se stesso o interloquiva”.






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