Due rapine che avevano fruttato lauti guadagni, messe a segno il 14 giugno ed il 22 agosto del 2017 ai danni di due tir carichi di pesce. Valore del bottino, consistente appunto in pesce surgelato, oltre 200mila euro.

Rapine messe a segno con violenza e con il medesimo modus operandi: autotrasportatori costretti con le minacce a consegnare la merce, fatti salire in macchina, e poi abbandonati in zone lontane dai colpi.

Per le due rapine, il gup Maria Cristina Sala ha rinviato a giudizio due persone, Antonino Rubino e Moghedir Dris.

Come scrive l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, Giorgia Spiri, sostituto procuratore che ha coordinato le indagini fatte dalla polizia, ha però chiesto al giudice la condanna di altri sei imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Chiesti 8 anni ciascuno di carcere per Domenico e Francesco Paolo Amari e per Giuseppe Celauro; chiesti 6 anni di carcere per Giovanni Cerrito, Emilio Marchese ed Aurelio D’Alia. Le accuse sono a vario titolo di associazione a delinquere, rapina, sequestro di persona e lesioni.

Ad incastrare gli imputati numerosi elementi, tra i quali le intercettazioni, tracce di Dna di Celauro e Francesco Paolo Amari e il fatto che la banda per i colpi usasse una Toyota Yaris bianca intestata a Giovanni Cerrito.

Il 14 giugno 2017 era stata messa a segno la prima rapina: il container con 24 tonnellate di totani surgelati, per un valore di 77mila dollari, era stato portato via dai ladri a Carini, dove si trova la ditta che avrebbe dovuto ricevere la merce. L’autista, un uomo napoletano che si trovava nel tir insieme al fratello, stava riposando quando un gruppo composto da almeno tre persone assaltavano il mezzo rompendo i finestrini e costringendo i due uomini a scendere.
I rapinatori avevano costretto l’autista a sganciare il tir. Dopo le minacce di morte, lo avevano incappucciato e portato, a bordo di un’auto, a Falsomiele.

La seconda rapina il 22 agosto 2017, stavolta nell’area di servizio Caracoli dell’autostrada A19. Vittima un autista salernitano che trasportava gamberi surgelati per un valore di oltre 166mila euro.

Ancora durante le ore del riposo, l’uomo era stato aggredito, minacciato e costretto a salire in una macchina che lo aveva condotto fino a Bonagia.