Non accennano a placarsi le polemiche ad una settimana dalla lettera con la quale il Ministero della salute ha sollevato alcune perplessità sulla revisione della rete ospedaliera siciliana. rilievi che fanno parte della normale dialettica istituzionale, secondo la Regione ma una vera e propria bocciatura secondo le opposizioni.

L’intervento di Pasqua dell’assessore Faraoni

“Ancora una volta mi trovo a chiarire che il Ministero della Salute, nei suoi toni solitamente austeri, non ha espresso alcuna bocciatura della proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana. Ho già spiegato che le osservazioni ministeriali sono di natura tecnica ed endoprocedimentale e rientrano in una normale dialettica tra istituzioni. L’interlocuzione è, infatti, ancora in corso e il confronto è aperto con l’obiettivo di raggiungere una condivisione del piano tra Regione e Ministero” afferma oggi l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni.

Alcuni parametri del DM 70 non rispettati ma c’è un motivo

>”Siamo consapevoli – aggiunge Faraoni – di non rispettare alcuni parametri del DM 70 ma, in questo caso, va considerata la specificità geografica della Sicilia, che è un’Isola: i cittadini non possono varcare agevolmente i confini per curarsi nelle regioni limitrofe e una rete ospedaliera deve tenere conto di questa differenza, prevedendo servizi adeguati anche per le comunità più difficili da raggiungere”.

Le osservazioni del Ministero

Il Ministero, nella lettera di una settimana fa o poco più, non si esprime nel merito ma contesta all’amministrazione il fatto che la documentazione trasmessa sia insufficiente e non puntuale e non consentirebbe “di procedere a una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione da parte del Tavolo della salute”.

La direzione generale del Ministero, dunque, chiede alla Regione un nuovo invio che comprenda “documentazione analitica completa, corretta ed effettivamente rappresentativa della delibera di revisione della rete ospedaliera”.

Nelle due pagine ministeriali si fa, poi, un elenco di passaggi poco chiari per il ministero e di conseguente mancato rispetto delle disposiziooni del DM70 relativamente a 5 aspetti: si va dall’accorpamento di strutture che si allontanerebbe dalle disposizioni del DM 70 che rogale le revisioni della rete alla rimodulazione della rete dell’emergenza urgenza, ovvero il 118, che non sarebbe condivisa a livello ministeriale per completare l’elenco di osservazioni con tre strutture complesse che non avrebbero i referenti presso l’Ospedale san Giovanni Di Dio di Agrigento, il Piemonte di Messina e il san Raffaele di Cefalù. Da rivedere, secondo il ministero, anche i punti nascita e la rete per l’infarto e per l’ictus

Il limite di essere un’Isola

“Talvolta – aveva detto subito Faraoni – si dimentica che le altre Regioni italiane oltre i loro confini trovano altre Regioni con territori altrettanto organizzati che possono offrire i loro servizi ai cittadini che abitano in zone limitrofe: in Sicilia, oltre i nostri confini, abbiamo il mare. Pertanto nel rispetto del dialogo aperto con questa nota, al di là dei toni perentori usuali in quelle sedi, procederemo a ribadire bisogni differenti e situazioni diverse da quelle previste dal DM 70. Per il resto apporteremo i correttivi, che sono quasi tutti tecnici, la cui richiesta non è affatto una bocciatura, definizione che non possiamo certo rimettere al giudizio di una testata giornalistica”.