E alla fine la riforma arrivò in aula. La legge che ridisegna la dirigenza della Regione Siciliana entra ufficialmente nella sua fase calda a Sala d’Ercole. Con l’incardinamento del disegno di legge avvenuto ieri all’Assemblea Regionale Siciliana, prende il via il percorso parlamentare di una manovra attesa da oltre vent’anni, considerata cruciale dal governo guidato da Renato Schifani per ammodernare e svecchiare la macchina burocratica dell’isola.
La riforma, uscita dalla commissione nello scorso mese di giugno non senza tensioni, deve affrontare, adesso un percorso non facile. Quanto questo sarà complesso lo si capirà nelle prossime ora fra oddi e domani.
Il cronoprogramma dei lavori è ormai serrato: oggi l’Aula dà inizio alla discussione generale, mentre il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è fissato per questo venerdì (6 novembre) alle ore 12:00. Il momento decisivo arriverà martedì prossimo (10 novembre), quando la riforma entrerà nel vivo dell’esame articolo per articolo e delle relative votazioni, con l’obiettivo di incassare il via libera definitivo nei giorni successivi.
Cosa prevede la riforma: addio alle tre fasce
Il cuore del disegno di legge punta a superare l’attuale e ormai obsoleto assetto burocratico della Regione. Tra le novità principali emerse durante i passaggi in commissione Affari istituzionali:
- Introduzione della doppia fascia: Viene superato il vecchio sistema a tre fasce. La riforma prevede la reintroduzione del sistema a doppia fascia della dirigenza (allineandosi agli standard nazionali), con il graduale assorbimento dei dirigenti di terza fascia nella seconda fascia. Un tema delicato anche perché nel tempo la Regione ha visto pensionare tutti i dirigenti di prima praticamente tutti quelli di seconda fascia e ora conta solo dirigenti di terza fascia
- Reclutamento e ricambio generazionale: L’accesso alla qualifica dirigenziale avverrà rigorosamente per concorso pubblico. Per favorire l’ingresso di risorse più giovani, sono previsti requisiti di minore anzianità di servizio rispetto al passato per la partecipazione alle selezioni.
- Flessibilità e valorizzazione: Nuove regole per il conferimento degli incarichi a tempo determinato e una gestione basata sui risultati, per incrementare la produttività della macchina amministrativa.
Cosa si sbloccherà con l’approvazione
Il via libera definitivo dell’ARS non sarà solo un passaggio normativo formale, ma produrrà un effetto immediato sulle assunzioni nell’Isola. L’approvazione del testo permetterà infatti di:
- Sbloccare il maxi-concorso per 156 nuovi dirigenti: Le procedure selettive, già previste dal Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) della Regione ma congelate in attesa della nuova legge, potranno finalmente partire.
- Colmare i pesanti vuoti d’organico: Molti uffici regionali e dipartimenti soffrono da anni di una grave carenza di personale di vertice dovuta ai pensionamenti, rallentando la spesa pubblica e l’attuazione dei progetti.
- Accelerare la spesa dei fondi extraregionali: Una dirigenza potenziata e motivata sarà la chiave per gestire con maggiore efficacia e velocità le risorse del PNRR e della nuova programmazione europea, fondamentali per lo sviluppo economico della Sicilia.
Sebbene il testo arrivi in Aula forte di un consenso trasversale incassato nelle prime fasi in Commissione, la vera partita si giocherà a partire da martedì prossimo. Il governo Schifani punta a blindare la legge per evitare “imboscate” parlamentari nel voto segreto o rallentamenti causati dal fitto dibattito che precederà la prossima Legge di Stabilità. I sindacati di categoria (Fp Cgil, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil Fp), pur vigilando sull’applicazione dei dettagli contrattuali, hanno già rivolto un appello alle forze politiche affinché prevalga la responsabilità e si doti finalmente la Sicilia di una burocrazia moderna ed efficiente.



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