Reazioni contrapposte fra maggioranza e opposizione al rimpasto in giunta. Il neo commissario di Forza Italia Nino Minardo parla di impegno mantenuto velocemente: “Era fondamentale mantenere l’impegno di completare la giunta senza modificare le deleghe e garantire al presidente Schifani una squadra pienamente operativa, che il presidente, con determinazione, ha voluto chiudere nel più breve tempo possibile. Obiettivo raggiunto. Auguro buon lavoro ai nuovi assessori e, in particolare, a Marcello Caruso, che saprà rappresentare pienamente tutta Forza Italia e affrontare con serietà le sfide dell’importante delega che gli è stata affidata, con una priorità assoluta: una sanità efficace, efficiente e davvero al servizio dei siciliani” commenta Minardo.
MpA, “soddisfazione e sorpresa positiva”
“Apprendiamo con soddisfazione la determinazione con la quale il Presidente Schifani ha ritenuto di completare gli assetti di giunta. La nomina di Marcello Caruso quale assessore alla sanità ci sorprende in positivo. Uomo di grande esperienza amministrativa, di riconosciuto equilibrio e di una arricchita conoscenza in questi anni di lavoro alla Presidenza, sono certo garantirà il determinante rilancio del sistema sanità, dell’integrazione sociosanitaria, la definizione della rete ospedaliera, il doveroso rispetto, con la adeguata integrazione, della sanità accreditata che la Sicilia ha anche troppo atteso. Auguri di buon lavoro ai nuovi assessori ed all’intera compagine di governo” commenta, invece, il senatore Antonio Scavone, già assessore regionale alla Famiglia in quota Movimento per l’Autonomia.
Tomarchio: “Grazie a faraoni, auguri a Caruso”
“Desidero ringraziare Daniela Faraoni per l’impegno profuso in questi anni. Il suo lavoro, frutto di una competenza costruita passo dopo passo sul campo nel mondo della sanità siciliana, ha dato stabilità e direzione a un settore complesso come quello sanitario regionale.” dice Salvo Tomarchio, deputato regionale di Forza Italia, commentando l’avvicendamento nella Giunta del Presidente Schifani.
“Sotto la guida della dottoressa Faraoni – prosegue il deputato catanese – la Sicilia ha visto concretizzarsi un risultato tutt’altro che scontato: l’avanzamento del piano di attuazione del PNRR, specialmente per quanto riguarda le nuove infrastrutture ospedaliere e una migliore organizzazione della rete sanitaria. Sono passi che restano, insieme alla riduzione complessiva della spesa che non ha comportato un taglio sulla qualità. Al neo assessore Marcello Caruso vanno i miei auguri di buon lavoro. Sono certo che metterà a servizio dei cittadini tutta la sua esperienza di amministratore pubblico, così come la passione con cui ha guidato Forza Italia in questi anni. Un mix che gli permetterà di affrontare con pragmatismo e competenza le sfide di una delega così delicata.”
L’attacco del Pd
“Ecco l’operazione camouflage. Schifani ci ha regalato un’altra delle sue trovate sorprendenti: ritorna in giunta Nuccia Albano, silurata mesi fa perché appartenente alla Dc di Cuffaro. Lo è ancora ma evidentemente oggi va bene così. Ma il colpo da maestro arriva all’assessorato alla Salute, orfano già di Salvatore Iacolino: defenestrata Daniela Faraoni, difesa ma non troppo, al suo posto arriva un esperto indiscutibile del settore, Marcello Caruso. Siamo alla sagra della poltrona. A palazzo d’Orleans si esce dalla porta e si rientra dalla finestra mentre Schifani ignora i veri problemi della Sicilia. Lo capiamo, troppo impegnato a tessere la tela di giorno e a scucirla di notte. Secondo il principio che le leggi per i nemici si applicano e per gli amici si interpretano” attacca il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.
“Il presidente Schifani sembra più confuso che persuaso. Per cinque mesi ha tenuto fuori due assessori perché ‘colpevoli’ di essere della Dc e oggi, come se nulla fosse, stende i tappeti rossi per far rientrare la Dc in giunta. Ma quello che davvero preoccupa è la sostituzione alla guida dell’assessorato alla Salute, una mossa che si spiega solo in un modo: altro che diritto alla salute dei siciliani, continuano ad utilizzare la sanità per scambiare poltrone e tentare di gestire gli equilibri interni a Forza Italia. Povera Sicilia, in che mani è finita” commenta, invece, Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars, a proposito del rimpasto nella giunta regionale.
Cambiare tutto per non cambiare niente per Ismaele La Vardera
“Leggo i nomi del rimpasto, meditato da mesi e con un travaglio epocale, che quanto meno doveva produrre nomi degni di Churchill. Invece abbiamo Caruso, la sconosciuta Ingala e il ritorno della Albano che, per dirla come una canzone: ‘ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?’ È ridicolo come Schifani aveva fatto il moralizzatore cacciando dalla Dc dalla giunta e oggi, nonostante Cuffaro sia ancora agli arresti domiciliari, li riaccoglie. Una schizofrenia politica in piena regola, mentre la Sicilia osserva attonita sperando al più presto di essere liberata” afferma il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera.
5stelle “La montagna ha partorito il topolino”
“La montagna Schifani anche stavolta ha partorito il suo topolino. I giochi di potere che hanno tenuto sotto scacco i siciliani per mesi interi sono arrivati al capolinea con un epilogo degno di questo governo incapace di rompere il suo immondo patto elettorale. È finita la farsa della finta estromissione della DC dopo lo scandalo Cuffaro. La DC formalmente torna in giunta anche se nei fatti non era mai uscita. L’ennesima presa in giro dei siciliani è cosa fatta” dice il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca.
“Adesso che sono terminate le trattative che hanno paralizzato l’Ars in questi mesi – continua De Luca – la maggioranza troverà quella compattezza mai avuta o proseguirà nelle sue infinite liti? Purtroppo moltissimi conoscono già la risposta a questa domanda così come la conosciamo noi, il governo Schifani e la sua sgangherata maggioranza continueranno a tenere in ostaggio la Sicilia sino al prossimo turno elettorale quando finalmente i siciliani li spazzeranno via” – conclude il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’ARS.






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