Si annuncia un autunno caldo in Sicilia per quanto riguarda il settore edile. Secondo uno studio sull’isola sarebbero a rischio licenziamento oltre 3.000 lavoratori visto lo stop ai bonu fiscali legati alle ristrutturazioni che hanno dato impulso al comparto. Dallo studio emerge anche un preoccupante aumento del lavoro irregolare o totalmente in nero.

Attese conseguenze dirompenti

“Dopo l’impatto dirompente dei Bonus gli indicatori positivi che abbiamo conosciuto nell’ultimo periodo potrebbero subire uno stop improvviso con conseguenze che, temiamo, possano essere dirompenti”. Ad affermarlo è il segretario della Feneal Uil Palermo – Messina Pasquale De Vardo che illustra gli esiti di uno studio realizzato dal sindacato dei lavoratori edili. “I numeri ufficiali dicono che nel primo semestre del 2022 Palermo registra oltre 11.000 addetti contro i quasi 7.000 del primo semestre 2021. Un altro dato positivo è la nascita di oltre 760 nuove piccole e medio imprese edili. Risultati sicuramente ascrivibili a misure importanti come il bonus del 110%, l’eco-bonus, il sisma bonus e il bonus ristrutturazioni.

Rischio bolla nel settore

Lo studio del sindacato, basato su un’elaborazione e incrocio dei report statistici prodotti dalla Cassa Edile, dall’Inps e dall’Inail, nel consegnare numeri decisamente positivi ci dice anche che c’è il concreto e preoccupante rischio di assistere a una “bolla” del settore dell’edilizia che, in mancanza d’interventi strutturali e duraturi, rischia di produrre, già nel prossimo autunno, un tonfo senza precedenti.”

Cosa chiede il sindacato

“Per scongiurare un autunno contraddistinto da licenziamenti a raffica bisogna rilanciare con forza il tema della chiarezza e delle prospettive sul tema dei bonus edilizi che, al netto dei tantissimi cantieri aperti, rappresenta un nodo strutturale che, già oggi, sta paralizzando migliaia di aziende impantanate dalla scarsa chiarezza e dal blocco dei crediti già acquisiti, operato dalle banche e dagli istituti finanziari. Una situazione appesantita dalla sostanziale mancanza d’interlocutori causato dall’assenza di un governo nella pienezza delle funzioni che possa dirimere la questione e mettere la parola fine a questa precarietà normativa.”

Aumenta il lavoro in nero

Il sindacato denuncia anche l’aumento dei lavoratori in nero e delle maestranze assunte in maniera assolutamente irregolare. “Registriamo, infatti, molteplici casi quotidiani di lavoratori che operano nell’edilizia ai quali viene applicato il contratto agricolo o quello metalmeccanico, ovviamente più convenienti per le sedicenti imprese che si distinguono per questa odiosa pratica e, contestualmente, vi sono casi limite rappresentati da lavoratori edili assunti addirittura con contratti part-time da pizzaiolo o cameriere. Insomma, una giungla inaccettabile ed indecente che raggiunge l’apoteosi con la pratica dura a morire della manodopera in nero”.