Restano solo 40 giorni prima del riempimento di Bellolampo, l’impianto di compostaggio di Marsala è fermo mentre a Enna va in crisi la discarica pubblica di Cozzo Vuturo. Sono i tre grandi punti di crisi del sistema dei rifiuti in Sicilia individuati nell’ultima analisi della situazione dall’assessore regionale all’energia e rifiuti Alberto Pierobon.

Il titolare dell’assessorato forse più complesso della Regione siciliana, dunque, scrive agli uffici del suo stesso dipartimento nelle varie articolazioni per chiedere una accelerazione importante nelle opere e nelle pratiche in corso e di introdurre un sistema che migliori la comunicazione fra le amministrazioni locali, il Dipartimento regionale, gli uffici dell’Assessore ed il Ministero attraverso ‘relazioni quindicinali’ che permettano a tutti gli uffici di essere aggiornati e poter intervenire tempestivamente nelle criticità in vista anche del tavolo tecnico con il Ministero.

L’assessore individua le criticità a partire proprio da Palermo dove la capacità ricettiva della sesta vasca di Bellolampo andrà ad esaurirsi intorno alle metà di marzo. Pere Palermo qualche passo avanti si registra in realtà. Con l’avvio della procedura negoziata per l’affidamento del servizio di verifica del progetto esecutivo si fa un altro passo verso la realizzazione della settima vasca nella discarica di Bellolampo, nel Palermitano come racconta il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci: “Manteniamo con questo atto l’impegno preso sul fronte dell’emergenza rifiuti, per una gestione che sia al passo con i tempi e nel pieno rispetto dei parametri di legge”.

Il servizio di verifica, che precede l’approvazione del progetto esecutivo ed il successivo affidamento dei lavori, prevede lo svolgimento dell’attività di controllo sui contenuti del progetto e sarà a carico dell’organismo certificatore che verrà selezionato al termine della gara, per un costo, a base d’asta, di 122 mila euro, da sviluppare entro quindici giorni.

“La settima vasca della discarica di Bellolampo – prosegue il governatore – rappresenta un’opera strategica che può garantire sia alla città di Palermo, sia ai Comuni dell’area, la disponibilità di adeguati volumi da destinare all’abbancamento dei rifiuti prodotti”.

La vasca avrà una capacità complessiva di circa 960 mila metri cubi e sarà realizzata in un arco temporale di 14 mesi. Sarà comunque possibile, già dopo i primi sei mesi di lavori, avviare all’esercizio un primo stadio dell’opera che permetterà di fronteggiare l’urgente richiesta di conferimento di rifiuti, dovuta alla ormai imminente saturazione delle altre vasche. Il costo del progetto è di circa 29 milioni. Ma difficilmente arriverà in tempo per metà marzo, anzi sembra decisamente da escludere.

Intanto si registrano problemi di ordine pubblico intorno alla discarica di Cozzo Vuturo nell’ennese, riaperta ad agosto e già al centro di fortissime polemiche, richiusa e dicembre dopo soli quattro mesi e adesso al centro anche di una inchiesta con ipotesi di reato di inquinamento ambientale. Una discarica che sembra in grado di funzionare autonomamente ma che rischia di restare al centro di questi problemi di ordine pubblico. C’è poi la vicenda Sicilfert di Marsala i cui impianti di compostaggio e Tmb sono in stato di fermo a causa di un’altra inchiesta sullo sversamento dei fanghi inquinanti. Un tema che rischia di riguardare anche altri impianti attualmente funzionanti.

Insomma la Sicilia è in piena emergenza infrastrutturale. Una emergenza che il piano rifiuti risolverà non appena approvato definitivamente e a regime ma da qui ad allora deve ancora passarne acqua sotto i ponti o forse sarebbe meglio dire devono ancora essere conferiti rifiuti indifferenziati in discarica.

Occorre, dunque, intervenire subito per avere il tempo di far fronte alle emergenze prima che diventino un problema ben più grave. Il tema è stato affrontato in una riunione di coordinamento di due giorni fa. Ora Pierobon chiede di essere aggiornato con relazioni quindicinali tali da metterlo in condizione anche di coordinarsi con Roma.

Intanto va avanti il percorso per il piano rifiuti che è stato anche al centro di una video conferenza fra assessore e tecnici del Ministero. Sul tavolo c’è anche lo sblocco delle procedure per gli incentivi alla differenziata che lentamente cresce nell’isola come riconosce anche il Ministero, e l’esigenza di adottare al più presto un piano per i rifiuti speciali sul quale è stata attivata anche l’Arpa siciliana per conoscere lo stato di avanzamento dei piani urbani e locali dei rifiuti rispetto ai quali l’assessore rileva ritardi ed errori.

Proprio i piani urbani e zonali sono fondamentali in vista del piano generale regionale dei rifiuti e della riforma del settore visto che il fulcro dell’intero progetto sta proprio nella territorialità. Ogni area corrispondente al territorio di una provincia deve essere autonoma, nell’idea regionale, e deve chiudere il ciclo dei rifiuti nel proprio territorio con impianti di compostaggio per l’umido, di riciclaggio per plastiche, metalli, carta e cartone e per lo smaltimento della rimanente frazione secca.