“Ieri il Senato ha approvato la nuova legge elettorale che, dopo trent’anni, restituisce ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento”. A dirlo è il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca che riconosce alla Presidente del consiglio il coraggio di aver pressato per rompere quello che era diventato un tabù.

Oltre il 40% del parlamentari sarà scelto dai cittadini

“Almeno un terzo dei parlamentari sarà eletto direttamente dai cittadini attraverso le preferenze. Secondo una simulazione dell’istituto YouTrend, la quota di eletti con le preferenze potrebbe raggiungere il 43%, andando ben oltre la soglia del terzo del totale. Anch’io avrei preferito che almeno due terzi dei parlamentari venissero eletti direttamente dagli elettori, riservando alle segreterie dei partiti una quota minoritaria per portare in Parlamento figure slegate da dinamiche ed equilibri territoriali. Ma, come si dice spesso, l’ottimo è nemico del buono. Questa è una buona legge, anche se non è una legge perfetta” continua De Luca.

Spezzata la logica perversa dei “nominati”

“Devo riconoscere a Giorgia Meloni – prosegue De Luca – il coraggio di aver rotto la perversa logica dei parlamentari “nominati”, che rispondono esclusivamente ai padroni che li hanno scelti, infischiandosene del territorio di provenienza. In quarant’anni di politica sono stato sempre eletto dai cittadini e non ho mai ricoperto ruoli derivanti da nomine. In futuro questa legge potrà e dovrà essere migliorata, aumentando ulteriormente la quota degli eletti rispetto ai nominati, ma l’importante è aver superato il tabù delle preferenze. Mi auguro che ora la Camera dei Deputati approvi il testo senza indugi e senza ulteriori modifiche”.

Ora giochiamo con le giuste regole

“Queste sono le regole del gioco – conclude il leader di Sud chiama Nord -. Contestarle solo per ottenere benefici personali (o di partito) è una posizione paradossale. Noi ci adegueremo alle regole e giocheremo la nostra partita, così come abbiamo già fatto nel 2022, quando siamo scesi in campo raccogliendo le firme, soli contro tutti. Non ci sono dubbi: adesso bisogna decidere da che parte stare. La nuova legge lo impone, a meno che non si voglia continuare a giocare con tatticismi utili solo a vegetare in Parlamento senza incidere sul destino degli italiani. Nei prossimi giorni anche Sud chiama Nord farà la sua scelta, alla luce del sole, senza se e senza ma”.