Non si ferma la scia di sangue nei luoghi di lavoro e la Sicilia si scopre drammaticamente più fragile, insicura e scoperta. I numeri non lasciano spazio a dubbi o a interpretazioni di rito: nei primi nove mesi dell’anno, l’Isola ha registrato uno degli incrementi di incidenti mortali più pesanti dell’intera penisola. Un bilancio tragico che posiziona la regione in netta controtendenza rispetto al resto del Mezzogiorno, dove si è assistito a un calo complessivo dei casi.

I dati della vergogna: la Sicilia maglia nera del Sud

A tracciare la mappa di questa emergenza sono gli ultimi dati diffusi dall’Inail. Nel periodo analizzato, la Sicilia ha dovuto contare ben dieci vittime in più rispetto allo stesso arco di tempo dello scorso anno. È proprio questa drammatica spinta a far impennare il bilancio complessivo delle macro-aree insulari, che vede le denunce di sinistri mortali salire da 60 a 69.
Mentre altre zone d’Italia mostrano timidi segnali di miglioramento, l’Isola sprofonda in un’emergenza che si inserisce in un contesto nazionale già fortemente preoccupante. In tutto il Paese le vittime sono salite a quota 589, con una media spaventosa che solo nel mese di settembre ha superato i tre morti al giorno. I settori più colpiti rimangono l’edilizia, i trasporti e i servizi alle imprese, ma a fare accapponare la pelle è anche il dato sugli studenti in alternanza scuola-lavoro, i cui decessi sono quasi raddoppiati a livello nazionale, passando da 7 a 13.

La rabbia della Cgil: “Mancano controlli e formazione”

Di fronte a questo scenario, la reazione dei sindacati non si è fatta attendere. Francesco Lucchesi, segretario confederale della Cgil Sicilia, ha definito i dati Inail come la “tragica conferma” di una situazione che continua a peggiorare nel silenzio delle istituzioni. Il sindacato punta il dito contro un sistema rimasto immutato, dove l’illegalità e la carenza di prevenzione regnano sovrane.
“In un contesto in cui difettano i controlli, la formazione è insufficiente e il lavoro irregolare dilaga, l’aumento degli infortuni è semplicemente intollerabile”, attacca Lucchesi. Secondo la Cgil, è giunto il momento che la politica vada oltre le semplici dichiarazioni di cordoglio e prenda in mano la situazione con interventi strutturali.

Le richieste: ispettori subito e strade più sicure

Le ricette proposte dal sindacato per fermare la strage sono chiare e mettono al centro la legalità e la responsabilità datoriale. La Cgil Sicilia chiede con urgenza un piano di assunzioni per contrastare il cronico sottodimensionamento degli organici degli ispettorati del lavoro, l’organo principale che dovrebbe garantire il rispetto delle regole nei cantieri e nelle aziende.
Tra le richieste figurano anche contratti regolari, il contrasto serrato a ogni forma di sfruttamento, sanzioni severe per chi viola le norme e, non ultimo, un intervento sulla viabilità. Molti degli incidenti mortali avvengono infatti in itinere, motivo per cui il sindacato ha lanciato il grido d’allarme per avere “strade sicure”. “I diritti alla vita e alla salute sono insopprimibili”, conclude Lucchesi, ricordando che ogni lavoratore ha il diritto sacrosanto di tornare a casa sano e salvo a fine giornata.