Dalla teoria dei laboratori di ricerca direttamente al letto del paziente, con terapie cucite su misura come un abito sartoriale. La Sicilia si candida a diventare un hub di primo piano nella rivoluzione della medicina di precisione e della ricerca traslazionale. Se ne è discusso oggi a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, durante il workshop nazionale dell’EATRIS Spotlight Programme intitolato “Precision medicine innovations for diagnosis and therapy of tissue and organ failures: from the research infrastructures to the healthcare”. Un evento di portata nazionale che unisce idealmente il Nord e il Sud del Paese attraverso la sinergia strategica tra due pesi massimi della sanità italiana: l’IRCCS ISMETT di Palermo e l’IRCCS Ospedale Galeazzi–Sant’Ambrogio di Milano, sotto il coordinamento di A_IATRIS (l’Istituto Superiore di Sanità).

Tamajo: “La Sicilia non deve solo usare innovazione, deve produrla”

Il valore dell’evento non è solo scientifico, ma anche politico ed economico per lo sviluppo dell’Isola. Lo ha rimarcato con forza l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, intervenuto al convegno: “La nostra ambizione non può essere soltanto quella di utilizzare innovazioni sviluppate altrove. Dobbiamo creare le condizioni affinché la Sicilia diventi un luogo in cui la ricerca produce conoscenza, genera impresa, attrae investimenti e offre opportunità ai nostri giovani”.

Secondo Tamajo, realtà come l’ISMETT e la Fondazione RiMED dimostrano che un’economia fondata sulle competenze e sulle biotecnologie è già possibile. “L’intelligenza artificiale e la medicina personalizzata sono settori strategici per lo sviluppo industriale. Come Assessorato abbiamo il dovere di favorire il trasferimento tecnologico e il dialogo tra ricerca e imprese”, ha concluso l’assessore.

Ologrammi 3D e intelligenza artificiale: la svolta di ISMETT

Il cuore della sfida della medicina traslazionale è rappresentato da EATRIS, la più grande infrastruttura di ricerca europea che collega oltre 175 centri d’eccellenza in 15 Paesi, a cui l’ISMETT aderisce dal 2014. Questa rete permette di accelerare i processi di cura per le insufficienze d’organo e i trapianti.

“Stiamo lavorando per portare la medicina dalla cura della malattia alla cura della persona”, ha spiegato Angelo Luca, direttore dell’IRCCS ISMETT. “Questo significa sviluppare un percorso terapeutico specifico per ogni singolo individuo”. Le nuove tecnologie, del resto, sono già realtà a Palermo. “Oggi l’intelligenza artificiale sta stravolgendo il nostro modo di agire: in sala operatoria curiamo già i pazienti con sistemi di robotica integrati e ologrammi tridimensionali che ci guidano verso l’approccio chirurgico migliore. Inoltre, stiamo rinnovando la nostra infrastruttura per creare una nuova piattaforma basata sull’intelligenza artificiale, capace di analizzare enormi moli di dati clinici e biologici”.

L’asse Milano-Palermo: la complementarità scientifica

A blindare l’efficacia di questa rete è il gemellaggio con il Galeazzi di Milano, come confermato dal direttore scientifico Giuseppe Banfi: “I nostri istituti sono fortemente complementari sia dal punto di vista clinico che scientifico: il Galeazzi è nel Nord, collegato allo Human Technopole, mentre ISMETT è al Sud, integrato con la Fondazione Ri.MED. Insieme determineremo il futuro della ricerca biomedica in Italia”. Attualmente i due centri stanno collaborando sull’uso di particolari strutture cellulari per introdurre nuove terapie e su procedure innovative per prevenire o ritardare l’insorgenza di lesioni che richiedono l’intervento chirurgico.