Camminerà con la scorta, Tommaso Dragotto, il presidente della Sicily By Car, la società colpita da attentati del racket per la terza volta in due mesi durante la notte fra mercoledì e giovedì. Lo ha deciso il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato d’urgenza ieri a poche ore dall’ultimo attentato nel quale sono andati distrutti 11 mezzi, 9 auto e due furgoni, nel parcheggio deposito dell’azienda di San Lorenzo.
Dragotto accetta la scorta a malincuore
“Io non ero molto d’accordo, nel senso che camminare con la scorta non è certamente tra le cose più belle, ma penso sia comunque un atto dovuto da parte delle istituzioni dopo tre attentati: certamente non è una cosa che ho chiesto io, ma che mi hanno dato e che non posso rifiutare” ha detto all’agenzia Italpress il presidente e fondatore di SicilyByCar nel commentare la decisione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, riunito oggi dal prefetto Massimo Mariani, di assegnargli la scorta di quarto livello.
“Gli attentati sono stati pesanti, quindi le istituzioni hanno preso una decisione per loro giusta: per me se la legge è questa bisogna chinarsi ad essa. Chinarsi alla legge sì, chinarsi da altre parti no”.
La vicenda e le indagini
La vicenda della Sicily By Car segue, dunque, un iter di indagine diverso anche se parallelo rispetto alle altre intimidazioni e danneggiamenti che ieri hanno portato a otto fermi di indiziati per una serie di episodi da novembre 2025 ad oggi. Ma la violenza e determinazione dei danneggiamenti all’azienda di Dragotto preoccupano anche perché lui si è pubblicamente esposto nel dire no al racket. Peraltro nel suo caso non sembrano esserci associate ai danni richieste estorsive.
Un solo attentatore
Un attentatore solo che ha agito indisturbato. Prima ha scavalcato la recinzione poi, con calma ha cosparso i mezzi di liquido infiammabile uno per uno. Lo ha fatto con calma e senza fretta, senza curarsi di essere ripreso dalle videocamere di sicurezza. Solo dopo aver completato l’opera ha appiccato le fiamme ed è andato via precipitosamente, più per evitare il fuoco che non per fretta di fuggire dal luogo dell’attentato.
Passa attraverso le immagini delle videocamere di sicurezza la ricostruzione della notte di fuoco a San Lorenzo. Le fiamme sono divampate intorno alle 2,20.
Nei confronti dell’azienda il primo “avvertimento” risale al 21 marzo quando furono sparati colpi di kalashnikov contro il medesimo deposito. Il 27 maggio venne distrutto col fuoco il nuovo showroom di Villagrazia di Carini inaugurato da 20 giorni, oggi le fiamme tornano a San Lorenzo.






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