L’artigianato cambia pelle, guarda al futuro e prova a parlare il linguaggio dell’innovazione senza perdere la propria identità. Nasce a Palermo il primo corso di laurea magistrale in Italia dedicato all’economia e al management delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese: un progetto che unisce tradizione produttiva, digitale e nuove competenze manageriali.
Il nuovo corso
Il corso prenderà il via nell’anno accademico 2026-2027 grazie all’alleanza tra Ministero dell’Università e della Ricerca, Università di Palermo e Confartigianato. Alla presentazione, nel capoluogo siciliano, anche la ministra Anna Maria Bernini, che ha definito il nuovo percorso universitario uno strumento strategico per accompagnare il Made in Italy nelle sfide dell’innovazione, della crescita manageriale e dei mercati internazionali.
Un progetto nato anche dai numeri: sempre più aziende artigiane investono in digitale e innovazione, ma cresce la difficoltà nel trovare figure qualificate. Da qui l’idea di formare una nuova generazione di manager capaci di tenere insieme cultura del fare, intelligenza artificiale, sostenibilità e passaggio generazionale nelle imprese.
Per l’Ateneo palermitano si tratta di un tassello importante in una visione che punta a fare della Sicilia e di Palermo un hub di competenze nel Mediterraneo, mentre Confartigianato parla di un ponte concreto tra università e imprese per costruire il futuro dell’artigianato italiano.
Arriva il Ministro
Per presentare il nuovo corso all’UniPa è sbarcata il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, con lei alla presentazione il Presidente Schifani, il sindaco Lagalla, l’Assessora Tamajo e, naturalmente, il rettore Midiri.
“Il compito dell’università non è soltanto trasmettere conoscenze. Ma anche indicare strade, aprire visioni, costruire opportunità per il futuro dei giovani e, insieme, per il futuro del Paese e delle sue eccellenze. Questo corso di laurea incarna esattamente questa missione: un’università che ascolta, che dialoga con il sistema produttivo, che fa squadra con le imprese per costruire competenze nuove e sempre più strategiche. Dalla capacità di accompagnare l’artigianato italiano nei processi di innovazione, nella crescita manageriale e nell’apertura ai mercati internazionali dipende anche la tutela di un patrimonio che custodisce la nostra storia e rappresenta una leva fondamentale per il futuro del Paese” ha detto il Ministro Anna Maria Bernini.
Schifani: “Realtà economica in crescita”
“In Sicilia c’è una realtà economica viva, aumentano le entrate, crescono i posti di lavoro. Tutto questo è possibile perché abbiamo scelto di investire molto sulle attività produttive, oltre a semplificare le regole per le imprese. I risultati ci stanno dando ragione. Ci siamo dati anche il compito di fare in modo che la formazione professionale regionale adegui sempre più i profili alle vere esigenze del mondo del lavoro, che richiede figure moderne, necessarie alle aziende che vogliono investire in Sicilia”.
“Questo è possibile modificando l’offerta e la didattica, puntando a una formazione di qualità e al passo coi tempi. È quello che stiamo facendo. Un impegno che fa il paio con le iniziative intraprese dall’università, che si occupa di creare figure di livello manageriale per il mondo dell’artigianato e delle imprese. Così facciamo sistema tra le Istituzioni. La Regione sta investendo notevoli risorse per le imprese: in questo momento abbiamo attivato misure per oltre 775 milioni di euro a sostegno di investimenti, occupazione, liquidità delle piccole e medie imprese, rilanciando anche l’artigianato” ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, intervenendo allo Steri di Palermo.
Il rettore Massimo Midiri
“Per il nostro Ateneo oggi è una giornata importante. Rappresenta l’aggiunta di un tassello prezioso che arricchisce un’offerta formativa orientata all’innovazione, senza però rinunciare a valorizzare le tradizioni e le peculiarità del nostro territorio, che meritano di essere sostenute e accompagnate nel loro sviluppo. Mettere al centro le esigenze formative dei giovani significa offrire loro strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato del lavoro, creando percorsi di studio capaci di essere competitivi a livello europeo. Palermo, del resto, occupa una posizione strategica nel Mediterraneo e può diventare un hub fondamentale per il dialogo e lo scambio di professionalità e competenze” ha detto il rettore Massimo Midiri.
Gli artigiani
“Il nuovo corso di laurea – ha spiegato il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – nasce dalla volontà di far incontrare università e aziende per potenziare la secolare cultura produttiva dei nostri imprenditori in un percorso di formazione utile a possedere gli strumenti indispensabili ad affrontare le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, dalle transizioni green e digitale, dalla competizione sui mercati mondiali”.
75 milioni per le aree artigianali
E proprio oggi l’assessorato delle Attività produttive ha pubblicato la graduatoria definitiva delle istanze ammissibili e finanziabili relative all’Avviso “Interventi di riqualificazione, potenziamento ed efficientamento delle aree artigianali”. La dotazione finanziaria complessiva, in origine pari a 50,8 milioni di euro provenienti dal Programma operativo complementare Sicilia 2014-2020, si sta incrementando con ulteriori 17 milioni di fondi Pac e 7,2 milioni del Poc, e raggiungerà 75 milioni di euro. Questo plafond consente di finanziare le prime 57 istanze delle 78 presenti in graduatoria. L’Avviso prevede finanziamenti per interventi di riqualificazione urbana e infrastrutturale, efficientamento energetico, potenziamento dei servizi e miglioramento della funzionalità delle aree destinate agli insediamenti produttivi.
“Investire nelle aree artigianali – dichiara l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo – significa creare sviluppo, modernizzare le infrastrutture esistenti e offrire nuove opportunità alle imprese e ai territori. L’intervento rappresenta una delle più importanti azioni messe in campo dal governo Schifani a sostegno delle piccole e medie imprese presenti nell’Isola per il rilancio della loro competitività. La risposta dei Comuni è stata straordinaria, con istanze del valore complessivo di circa 100 milioni di euro, segno evidente della necessità di investimenti in questo comparto strategico. Abbiamo lavorato per aumentare la dotazione finanziaria inziale dell’Avviso e sostenere il maggior numero possibile di progetti validi. Reperiremo ulteriori risorse per finanziare anche gli altri progetti ammessi ma che al momento non possono essere coperti. Vogliamo che questi contributi si traducano velocemente in cantieri, occupazione e crescita economica. Le aree artigianali possono diventare veri motori di sviluppo locale, soprattutto nelle aree interne della Sicilia. Continueremo a lavorare affinché ogni euro disponibile venga speso bene e nei tempi previsti”.
Secondo quanto previsto dal disciplinare allegato al decreto, gli enti beneficiari dovranno procedere rapidamente alle fasi di aggiudicazione e realizzazione degli interventi, con scadenze precise fissate al 31 luglio 2026 per l’aggiudicazione definitiva e al 31 dicembre 2026 per il completamento delle opere.






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