49 dipendenti già licenziati con lettera collettiva. E’ l’effetto della crisi Cargill Pectin Italy S.r.l. che ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Giammoro a causa dei costi energetici elevati e problemi di mercato.

Lo smantellamento è iniziato lo scorso 7 ottobre proprio con il licenziamento collettivo di 49 dipendenti. Contro la chiusura scendono in piazza i sindacati che contestato aspramente le motivazioni di tale scelta ritenendole strumentali. I sindacati sottolineano che i dati di mercato non supporterebbero questa tesi, anzi dimostrerebbero una crescente domanda dei prodotti di Cargill realizzati con pectina e polisaccaride naturale, che si trovano nelle pareti cellulari delle piante, specialmente nella frutta e nelle verdure.

Per  Letterio Grasso, Presidente provinciale di Azione Messina “Le motivazioni addotte dall’azienda – costi energetici e difficoltà di mercato – non giustificano affatto la chiusura, visto che in altri paesi europei la produzione di pectina cresce. Peraltro la Cargill penalizza solo lo stabilimento produttivo dell’area di Milazzo lasciando “immuni” i suoi stabilimenti in Francia e Germania. È evidente che siamo di fronte a una scelta strategica che penalizza la Sicilia, ancora priva di una vera politica industriale nazionale”.

Per queste ragioni venerdì 24 ottobre, dalle ore 11, i sindacati hanno programmato un sit-in che si terrà davanti al sito dell’azienda nella zona industriale di Giammoro. 

Anche se è incontestabile dinanzi ai dati di mercato la già citata crescente domanda di pectina sul mercato, è pur vero che non sia indicatore oggettivo di salute e benessere della stessa azienda insidiata in territorio siculo. Che gli enti di tutela delle aziende in Sicilia potessero fare qualcosa di più è una cosa che ancora oggi rimane un dubbio. l’unica certezza sono i 49 dipendenti disoccupati, che non verranno riabilitati di sicuro da una, se pur convinta, protesta organizzata.