IL CASO DI VIA CHIARAVELLI. LE PAROLE DI EUGENIO MARCHESE (FI)

Sperone, strada inagibile a causa dei rifiuti, rami oscurano le vie del quartiere (VIDEO)

Strade “chiuse” al traffico e vie completamente al buio a causa delle mancate potature: questo è il quadro di incuria che si registra allo Sperone, quartiere popolare della II Circoscrizione di Palermo. Succede infatti che alcune vie della zona periferica del capoluogo siciliano siano talmente oggetto di abbandoni di spazzatura da risultare inagibili ai mezzi. Questo è il caso di via Chiaravelli, strada di raccordo fra corso dei Mille e l’area di viale Regione Siciliana. Un’arteria viaria che, di fatto, non esiste più. O per meglio dire, non è più transitabile.

Accade inoltre che i rami di alcuni alberi non potati siano diventati talmente lunghi da entrare all’interno delle case di alcuni cittadini. Segnalazione effettuata dal consigliere di circoscrizione Eugenio Marchese, che ha mostrato lo stato in cui versano le strade limitrofe a via Sacco e Vanzetti. Una situazione decisamente più vasta e che riguarda tutta la seconda circoscrizione. Come specifica anche il caso lampante di via Antonio di Rudinì, dove i rami sono arrivati ad invadere i balconi dei palazzi.

Sperone, il caso di via Chiaravelli

Quello di via Chiaravelli è un caso noto. Il tratto stradale dello Sperone rappresenta quella che è stata ribattezzata come “zona di confine“. Ovvero un’area che, trovandosi nei pressi della fine del territorio cittadino, è oggetto di abbandoni da parte di incivili,  alcuni dei quali provenienti dalla provincia. Approfittando della mancanza di controlli e del buio della notte, i soggetti in questione scaricano di tutto. Dai sacchetti di spazzatura, passando per mobilio e rifiuti speciali.

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Ingombranti che, nel caso di via Chiaravelli, si ammassano a tal punto da riempire la sede stradale, così da rendere impossibile il passaggio ai mezzi in transito. Fatti purtroppo già accaduti nel territorio del capoluogo siciliano. Avevamo registrato casi simili nelle live condotta qualche mese fa alla Zisa, in via Re Tancredi, nonchè allo Zen, nel famoso tratto di via San Nicola. Situazioni non da paese civile, ma che si verificano puntualmente nelle periferie del capoluogo siciliano.

Quello di via Chiaravelli è però un caso atipico anche per altri motivi. Oltre alla straordinaria presenza di ingombranti, si registra in alcuni tratti l’assenza persino dell’asfalto. La strada, in diversi punti, di fatto risulta sterrata e piena di buche. Un pericolo per le moto e le bici di passaggio. A questo si aggiunge la totale assenza di diserbi. La presenza di erba nei numerosi punti in terra favorisce il proliferare di insetti e topi, soprattutto nel periodo estivo. Fatto segnalato da diversi residenti nei pressi di corso dei Mille. che chiedono un intervento urgente all’Amministrazione.

II Circoscrizione, un problema chiamato potatura

Ma se alcune strade dello Sperone vengono inghiottite letteralmente dai rifiuti, su alcune cala direttamente l’oscurità. E’ il caso ad esempio dell’area nei pressi di via Sacco e Vanzetti, dove le potature non vengono effettuate da diverso tempo. Fatto reso evidente dalla condizione in cui sono costretti a vivere i residenti, con i pali della luce coperti dalle fronde degli alberi. A segnalare questo quadro critico per la II Circoscrizione è il consigliere di quartiere Eugenio Marchese.

“Da oltre quattro anni gli alberi non vengono potati. Ci sono tante richieste a Ville e Giardini, ma ad oggi i cittadini sono costretti a stare con le luci accese, in un momento di aumenti delle bollette come queste. I rami sono talmente alti da coprire i pali della luce. Ci avevano promesso che avrebbero fatto la potature entro la fine dell’estate. In una città come Palermo, piena di verde, devi avere gli strumenti per poterlo manutenere. La mancanza di mezzi e di personale non può essere una scusante”.

“Topi in casa in via Rudinì”

Un problema che, secondo Marchese, non riguarda soltanto lo Sperone, ma l’intera II Circorscrizione. Come dimostra il caso peculiare di via Antonio di Rudinì. Qui, infatti, i rami si sono talmente allungati da entrare all’interno dei balconi dei palazzi. Un fatto che sottolinea lo stesso esponente di circoscrizione.

“Gli alberi si sono infilati nei balconi dei palazzi. Alcune persone hanno problemi di salute e non possono aprire le finestre. A causa dei rami infatti, alcuni topi sono entrati negli appartamenti. Anche in quel caso, le promesse sono andate a vuoto. Siamo ancora in alto mare. I cittadini sono arrabbiati e se la prendono anche con noi, perchè pensano che li abbiamo lasciati soli. Non è così. Il problema è che chi dovrebbe assumersi l’impegno di fare le cose non lo fa”.

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