Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per la Sicilia in conseguenza dell’ondata di maltempo che ha interessato l’Italia nei giorni scorsi. Nell’Isola il maltempo ha provocato 13 vittime – 9 a Casteldaccia, due a Cammarata, una a Vicari e una a Corleone – e ingenti danni all’agricoltura e alle strade, oltre che un problema di approvvigionamento idrico a Palermo. Oltre che alla Sicilia, lo stato di emergenza è stato concesso alle altre dieci Regioni che avevano inviato la richiesta alla protezione civile: si tratta di Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Sardegna, Toscana, Veneto e Trentino Alto Adige.

Lo stanziamento è di soli 53,5 milioni, soldi che basteranno solo per coprire le primissime emergenze e ripristinare i servizi essenziali, visto che la conta dei danni non è stata completata e supererà, secondo il Governo, i tre miliardi.

Dai conti fatti in sede  di Protezione Civile attraverso un paragone con le stime dei danni regione per regione alla Sicilia toccherebbero circa 5 milioni e mezzo o poco meno.

A chiedere lo stato d’emergenza sono state, infatti, oltre alla Sicilia, alla Liguria devastata dalle mareggiate e al Veneto che ha visto centinaia di ettari di boschi distrutti dal vento, la Calabria, l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia, il Lazio, la Lombardia, la Sardegna, la Toscana e il Trentino Alto Adige.

Sarà ora il Dipartimento della Protezione Civile, con un’ordinanza che dovrebbe essere pronta in una decina di giorni, a distribuire alle Regioni i soldi a disposizione, in base all’elenco degli interventi che le stesse amministrazioni locali indicheranno. Ma i 53,5 milioni serviranno però solo per l’assistenza alla popolazione, la messa in sicurezza e il ripristino dei servizi essenziali: dunque nessun intervento strutturale né ristoro dei danni.

“Altri 200 milioni arriveranno nei prossimi giorni con un mio decreto”, ha sottolineato il premier Giuseppe Conte.

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