Un investimento da oltre 5,8 miliardi di euro, una capacità produttiva destinata a triplicare e migliaia di nuovi posti di lavoro. Il piano industriale di STMicroelectronics prende forma con la presentazione dell’accordo di programma a Palermo e punta a trasformare il sito di Catania in uno dei principali poli europei dei semiconduttori entro il 2034.
“La giornata di oggi segna un passaggio fondamentale – ha commentato l’Assessore alle Attività Produttive Edy Tamajo” – perché con la presentazione dell’accordo di programma da parte di STMicroelectronics si entra nel vivo di un progetto industriale che il governo guidato dal presidente Renato Schifani ha scelto di sostenere con forza, individuandolo come investimento strategico per tutto il Mezzogiorno”.
Il piano si inserisce in un contesto segnato da una domanda crescente di microchip, trainata da transizione energetica, mobilità elettrica e digitalizzazione. Allo stesso tempo, le tensioni geopolitiche spingono l’Europa a rafforzare la propria autonomia produttiva.
In questo quadro, StMicroelectronics ha avviato una riorganizzazione interna. L’azienda ha integrato ricerca, sviluppo e produzione, concentrando le attività sui segmenti tecnologici con maggiore prospettiva di crescita. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da forniture esterne e consolidare la presenza europea nella filiera globale.

Catania, hub strategico per chip e innovazione
Il cuore della strategia sarà il polo di Catania, destinato a rafforzare il proprio ruolo come hub internazionale per le tecnologie di potenza e per il carburo di silicio, materiale chiave per veicoli elettrici, energie rinnovabili e data center.
Il sito integra tutte le fasi produttive: dalla ricerca al testing. Opera in coordinamento con altri centri del gruppo, ma assume una funzione centrale nella produzione avanzata. Questo rafforza la posizione della Sicilia nella mappa industriale europea.
“È una scelta chiara e coraggiosa – ha proseguito Tamajo – che concentra su Catania una delle più importanti operazioni industriali in Europa nel settore dei semiconduttori. Il governo regionale crede concretamente in questo percorso, accompagnandolo con strumenti, risorse e una visione di sviluppo di lungo periodo”.
Un ecosistema dell’innovazione nel Mezzogiorno
Il piano industriale prevede una crescita progressiva della produzione. Sul piano economico, il progetto mobiliterà risorse superiori a 5,8 miliardi di euro. La Regione Siciliana stanzierà 300 milioni di euro utilizzando risorse europee.
“Non si tratta solo di un investimento industriale – ha concluso l’assessore – ma della costruzione di un vero ecosistema dell’innovazione nel Mezzogiorno. L’amministrazione continuerà a lavorare in piena sinergia con l’azienda, le istituzioni locali e le parti sociali per garantire che questa opportunità si traduca in sviluppo reale, occupazione e competitività internazionale“.
L’accordo va oltre l’espansione produttiva e punta alla costruzione di un sistema integrato. Al centro ci sono il rafforzamento della ricerca, lo sviluppo di nuove tecnologie, una collaborazione più stretta con università e centri scientifici, con effetti diretti anche sull’occupazione (si stimano 2.000 e 3.100 nuovi posti di lavoro altamente qualificati).






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