Da una parte una oratoria di sei mesi per le bollette nei comuni del Sud Italia colpiti dagli eventi calamitosi legati al ciclone Harry, dall’altra parte un confronto in video call fra il Ministro del made in Italy Adolfo Urso e il presidente della Regione Renato Schifani per lavorare insieme al sostegno alle imprese colpite da ciclone Harry

Il confronto Urso Schifani

“Stiamo lavorando per individuare strumenti concreti che non si limitino ai ristori, ma che restituiscano opportunità di sviluppo a questi territori, sostenendo investimenti e nuovi insediamenti produttivi”, ha dichiarato il ministro Urso.

Urso  ha rappresentato una serie di idee al Presidente della Regione. Si parla di rafforzare l’accesso al credito attraverso il Fondo di garanzia per le PMI, anche a supporto della moratoria dei finanziamenti nelle aree colpite e di estendere le agevolazioni previste dalla legge 181/1989 per le aree di crisi ai territori interessati dal maltempo come si fece in occasione dell’alluvione in Emilia-Romagna.

Schifani sui social

Parla di “Un dialogo concreto, orientato a interventi che vadano oltre i ristori e puntino su investimenti, accesso al credito e nuove opportunità di sviluppo” il Presidente Schifani in un post sui social.

“La priorità della Regione Siciliana è essere al fianco delle imprese e dei lavoratori colpiti, garantendo risposte rapide ed efficaci. Serve un’azione coordinata tra Stato e Regione che non si limiti all’emergenza, ma che accompagni la ricostruzione e il rilancio economico dei territori danneggiati dal maltempo. In questo senso, il confronto con il ministro Urso è fondamentale per dare prospettive concrete di sviluppo alla Sicilia ionica e a Niscemi. Ho inoltre chiesto che una quota degli interventi sia destinata in modo specifico al sostegno dell’imprenditoria giovanile e femminile, per rafforzare il tessuto produttivo e creare nuove opportunità di lavoro” dice Schifani.

Il confronto anche col sindaco di Niscemi

Urso ha affrontato con Schifani anche la questione frana di Niscemi della quale ieri sera aveva parlato anche con il sindaco, Massimiliano Valentino Conti.

E sulla questione interviene anche l’Anci Sicilia “Gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito la Sicilia hanno messo ancora una volta i Comuni in prima linea nella gestione dell’emergenza, spesso in condizioni di forte carenza di risorse e personale. Ora è necessario passare da una logica emergenziale a una strategia strutturale di prevenzione” dice Paolo Amenta, presidente di Anci Sicilia, l’associazione dei Comuni siciliani, intervenendo oggi in audizione alla commissione Ambiente della Camera dei Deputati, nel corso dell’esame sugli effetti degli eccezionali eventi atmosferici che hanno interessato l’Isola.

L’audizione dei Comuni alla Camera

Nel suo intervento, Amenta ha evidenziato come “le mareggiate e le forti precipitazioni, in particolare lungo la fascia ionica messinese, catanese, siracusana e ragusana, hanno provocato danni ingenti a infrastrutture, servizi essenziali e attività economiche, con gravi ripercussioni sulle comunità locali”. Secondo le prime stime, i danni complessivi ammontano a circa 2 miliardi di euro.
“Il carattere eccezionale di questi eventi – ha proseguito – si innesta su una fragilità strutturale del territorio, dovuta anche a scelte urbanistiche non sempre coerenti, alla scarsa manutenzione del reticolo idrografico e all’abbandono delle aree interne. Per affrontare queste criticità – ha aggiunto Amenta – è indispensabile dotare i Comuni degli strumenti di pianificazione urbanistica, a partire dai Piani urbanistici generali (Pug) e dai Piani di utilizzo del demanio marittimo (Pudm), oltre a dare piena attuazione ai decreti previsti per il contrasto ai cambiamenti climatici”.

Il presidente di Anci Sicilia ha quindi richiamato l’attenzione sulle principali priorità per i territori colpiti: “ristori adeguati per cittadini e imprese, risorse aggiuntive per i Comuni, interventi sulle infrastrutture viarie e ferroviarie, rafforzamento della protezione civile e delle attività di prevenzione. Occorre uno sforzo finanziario ulteriore da parte dello Stato”.

Infine, Amenta ha ribadito la disponibilità dell’associazione al dialogo istituzionale: “Anci Sicilia è pronta a collaborare con Parlamento, Governo e Regione per costruire un quadro organico di interventi. Senza investimenti nella prevenzione, nella pianificazione e nella capacità amministrativa, i nostri territori continueranno a essere esposti a rischi crescenti”.

La decisione dell’Arera, pagamento bollette rinviato di sei mesi

All’indomani del disastroso ciclone Harry, che ha devastato ampie aree di Sicilia, Calabria
e Sardegna, Federconsumatori aveva chiesto, oltre alla sospensione dei mutui sulle case, anche quella delle bollette di acqua, luce, gas e rifiuti in tutti i Comuni impattati dall’evento atmosferico anomalo. Tale sospensione è appena arrivata e, per questo, Federconsumatori Sicilia ringrazia l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente.

La sospensione del pagamento delle bollette non vuol dire che chi abita nei Comuni danneggiati potrà consumare gratis per sei mesi: si tratta di una sospensione dei termini di pagamento, quindi le bollette andranno pagate ma, se l’utente ne ha bisogno, potrà chiedere di pagarle sei mesi dopo. In più, al termine di questo periodo, il pagamento potrà essere rateizzato in 12 mesi senza interessi.

“E’ una misura ragionevole – commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La
Rosa – che aiuta chi ha perso tutto, o ha subito grossi danni, a concentrarsi sulla ricostruzione e sulle riparazioni dandogli più tempo per pagare le utenze. Inoltre – aggiunge La Rosa – apprezziamo il fatto che l’ARERA abbia sospeso anche le procedure di distacco per morosità, persino quelle verificatesi prima del 18 gennaio”.

Non tutti i Comuni siciliani sono interessati dalla delibera ARERA, ma solo quelli identificati
dall’Ordinanza 1180 del Capo del Dipartimento della Protezione civile del 30 gennaio 2026.