“La mafia va combattuta, sempre, mai abbassare la guardia, perché è in continua trasformazione e trova molti modi di penetrazione nella società. Il dovere delle istituzioni, ma anche di tutti i cittadini, è restare uniti. La politica non si può dividere quando si combatte la mafia, le leggi vanno fatte assieme. Nella mia lunga esperienza politica, ho assistito alla gestazione di leggi importantissime, penso alla stabilizzazione del 41 bis e al sequestro per equivalente, che sono state approvate dall’intero Parlamento. Questa è una vittoria dello Stato”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, partecipando oggi a Palazzo Jung, a Palermo, alla manifestazione per il 34° anniversario della Strage di Capaci e ricordando le vittime Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo insieme ai Ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e al Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.
La legge “Liberi di scegliere”
Il presidente, a margine, ha ricordato che la Sicilia è la prima regione in Italia ad avere approvato lo scorso anno la legge Liberi di scegliere, trasformando l’intuizione coraggiosa del presidente del Tribunale per i minori di Catania Roberto Di Bella in concreto strumento per aiutare giovani e donne ad emanciparsi dai contesti di criminalità organizzata, attraverso percorsi di riscatto finanziati dalla Regione.
Nel corso della mattinata, Schifani ha visitato il Museo del Presente della Fondazione Falcone, dove sono in mostra anche le opere degli Uffizi che furono gravemente danneggiate dalla Strage dei Georgofili a Firenze e oggi recuperate.
Successivamente, il presidente della Regione ha raggiunto la caserma Lungaro, dove ha deposto una corona sulla lapide dell’ufficio Scorte, in memoria delle vittime della Strage di Capaci. Nel corso della cerimonia, svelato un quadro contenente il brevetto relativo al conferimento, da parte del Presidente della Repubblica, della medaglia d’oro al merito civile alle donne e agli uomini della Polizia impegnati nei servizi Scorta e tutela.
Il pensiero di Maria Falcone
“Una delle cose che mi ha impressionato è che, quando in un’assemblea scolastica dovevo rimproverare i ragazzi, gli insegnanti mi dicevano sempre che quando io parlavo loro si zittivano: è questo che mi ha aiutato in tutti questi anni, tutto quest’amore diffuso. Almeno in questi giorni si deve parlare di lotta alla mafia, pensando non che abbiamo vinto dopo le stragi ma che dobbiamo continuare: noi siamo qua, vogliamo essere qua” ha sottolineato Maria Falcone, sorella di Giovanni e presidente della Fondazione Falcone, a margine della commemorazione a Palazzo Jung per il 34esimo anniversario della strage di Capaci.






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