A Palermo le cartelle esattoriali non si stracciano, in Consiglio arriva la delibera sui tributi

Il Comune di Palermo non ricorrerà, con ogni probabilità, allo stralcio delle cartelle esattoriali sotto i mille euro previsto dall’ultima legge finanziaria varata dal Governo Meloni. Questo pomeriggio la Giunta, con una delibera firmata dal vicesindaco Carolina Varchi, porterà la proposta di rinuncia in Consiglio Comunale. Un atto sul quale balla un tesoretto contabile da 222 milioni di euro.Somma che ha evidenti ripercussioni sul fondo crediti di dubbia esigibilità. Uno dei capisaldi della procedura di riequilibrio dei conti da avviare ufficialmente nei prossimi mesi.

Dall’Amministrazione: “Debitori avranno stessi benefici”

L’atto sarà discusso nella seduta pomeridiana, con prima chiamata alle ore 15. Sede nella quale il vicesindaco con delega al Bilancio Carolina Varchi sarà chiamata a spiegare le ragioni della rinuncia allo stralcio delle cartelle esattoriali sotto i mille euro. Un provvedimento, quello dell’esponente di Fratelli d’Italia, che ad una prima lettura politica appare quasi antitetico rispetto a quanto previsto dal Governo nazionale.

In realtà è la stessa esponente di Giunta a spiegare, nella delibera sottoscritta insieme alla Capo Area del settore Tributi Maria Mandalà, le ragioni di tale scelta. “I carichi iscritti a ruolo, per cumulo delle partite confluite in uno stesso ruolo, di importo inferiore a mille euro ammontano a complessivi 222 milioni di euro. A fronte degli stessi benefici – scrive Carolina Varchi nel provvedimento – il debitore potrà accedere alla definizione della legge 197/2022. Questo comporterà per il Comune sia l’incasso della quota capitale sia la possibilità di stralciare contabilmente le cartelle“. Fatto che, nelle previsioni dell’Amministrazione, permetterà di ridurre il carico del fondo crediti di dubbia esigibilità. Ovvero, quella condizione di sovraccreditamento che ha messo in crisi negli ultimi anni le casse di Palazzo delle Aquile”.

In aula manca il numero legale

Argomento sul quale si attendeva il dibattito in Consiglio Comunale. Sede nella quale, oltre al vicesindaco Carolina Varchi, era stata chiamata anche la dirigente Maria Mandalà. Ma in aula, per il secondo giorno di fila, si è verificata una nuova fumata nera. Se ieri mancava l’Amministrazione al completo, questo pomeriggio non era presenta il numero legale necessario ad iniziare i lavori. Fatto che ha costretto il presidente Giulio Tantillo ad aggiornare la seduta a venerdì 27 novembre.

Critiche dalle opposizioni, in particolare dall’ala del Partito Democratico che, compattamente, ha lanciato un monito all’Amministrazione attiva. “Denunciamo con forza che oggi la maggioranza non si è presentata in aula, determinando il rinvio del Consiglio comunale. Evidentemente la delibera proposta dall’Amministrazione Lagalla non piace alla maggioranza, prevedendo la rinuncia allo stralcio delle cartelle esattoriali sotto i mille euro, prevista dal governo Meloni. Con la nostra presenza in aula ribadiamo che il Consiglio comunale ha il diritto di discutere la proposta di delibera per scegliere la soluzione più conveniente per i cittadini”.