A Palermo il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Tra pochissimi giorni, il 4 novembre 2026, il sistema del trasporto pubblico su ferro vivrà una delle giornate più attese degli ultimi anni: l’apertura al pubblico delle nuove stazioni Politeama e Porto dell’Anello ferroviario.
Si tratta del completamento della prima fase funzionale della tratta che si dirama da Giachery verso il cuore del centro cittadino, transitando lungo via Crispi e via Emerico Amari. Già dal 25 ottobre è scattata la fase di pre-esercizio con le corse di prova dei convogli, e l’obiettivo stimato è quello di accogliere migliaia di passeggeri al giorno, collegando direttamente lo scalo portuale e piazza Castelnuovo con il resto della rete metropolitana e con il Passante ferroviario.
Il quadro generale: un mosaico che si compone dopo la stazione Libertà
L’attivazione di Politeama e Porto non rappresenta un punto d’arrivo isolato, ma il coronamento di un piano di mobilità urbana che negli ultimi anni ha già visto compiersi passi fondamentali. La memoria corre all’apertura della stazione Libertà, un altro snodo strategico sotterraneo che ha iniziato a ricucire il tessuto cittadino in un asse commerciale e residenziale nevralgico della città.
L’unione tra la fermata Libertà e le imminenti aperture del centro punta a trasformare definitivamente il treno in una vera alternativa urbana allo spostamento su gomma, unendo i grandi viali, i flussi turistici, il polo dello shopping e il terminal crocieristico in un unico corridoio sostenibile.
Il fronte Sud: la promessa per Maredolce
Proprio mentre il centro si prepara a festeggiare i nuovi convogli al Politeama e consolida l’eredità della stazione Libertà, l’attenzione si sposta alla periferia sud e, in particolare, a una delle ferite aperte della mobilità palermitana: la stazione di Maredolce, nel quartiere Brancaccio.
A rassicurare i cittadini e gli abitanti della Seconda Circoscrizione è intervenuto l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, in risposta alle recenti polemiche e agli articoli di stampa che puntavano il dito contro il degrado e l’abbandono di una struttura in cui i treni oggi transitano senza mai fermarsi.
“La riqualificazione e l’apertura della stazione ferroviaria Maredolce di Palermo è un obiettivo prioritario e concreto di questa amministrazione regionale” ha dichiarato Aricò. L’assessore ha confermato che l’esecutivo regionale ha individuato le risorse economiche necessarie per sbloccare l’opera, definendola un nodo strategico capace di cucire Brancaccio con il resto del tessuto urbano, mettendosi in rete con il Passante e con lo stesso Anello ferroviario.
I prossimi passi
Dopo i rallentamenti legati a nodi tecnici e finanziari che hanno penalizzato negli anni il progetto, la Regione assicura che il cronoprogramma vedrà sviluppi concreti già nelle prossime settimane. Il passo successivo sarà l’avvio delle interlocuzioni formali con Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per programmare i lavori di restauro e la futura attivazione del servizio passeggeri, trasformando quella che oggi viene definita una “fermata fantasma” in un presidio reale di trasporto pubblico.
Palermo si scopre così, tra luci e cantieri, finalmente proiettata verso una dimensiona metropolitana: se il centro esulta per il Politeama e la fermata Libertà, la periferia guarda a Maredolce con la speranza che l’annuncio dei fondi si traduca presto in binari vivi.



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