È stato terminato il progetto di restauro e di conservazione della cattedrale di Palermo. Domani a palazzo Arcivescovile saranno presenti, tra gli altri anche i due Ministri dei Dicasteri coinvolti: Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni e le Attività Culturali,  e Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il capoluogo così riscopre le sue radici e riscopre il suo Tempio. È stato infatti portato a termine il progetto di restauro della Cattedrale palermitana. Il pool di esperti che ha preso parte all’imponente opera strutturale ed architettonica è stato coordinato da Giulio Verro e dall’ex  provveditore Opere Pubbliche Sicilia Calabria, oggi Presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici, Donato Carlea, che si è autodefinito “direttore di questo magnifico coro”.

Al progetto ha contribuito anche l’Ateneo palermitano con i rilievi del professore Agnello e le consulenze dei professori Fatta e Di Paola per il restauro e le strutture. Gli aspetti del restauro architettonico sono stati curati dall’architetto Maurizio Rotolo, quelli strutturali da Salvatore Oddo. Di non secondaria importanza è stata la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo e delle Autorità Ecclesiastiche a cominciare dal parroco Don Filippo Sarullo.

Il progetto, finanziato dal Ministero dei Beni Culturali e dal Ministero delle Infrastrutture, per un costo complessivo di due milioni di euro, sarà presentato mercoledì 19 giugno alle ore 11 proprio all’interno del Divino Tempio, così è intitolato il pregiato volume-resoconto dei lavori, ideato e realizzato dal direttore eitoriale e creativo Francesco Panasci, edito da Panastudio.

La presentazione del prezioso Libro, più unico che raro, raccolto in 230 pagine, di cui all’interno 11 tavole e dalla preziosa manifattura,  sarà motivo di orgoglio per illustrare il progetto.

L’evento darà  anche l’occasione per potere  visitare,  in anteprima nazionale, la mostra fotografica di e di Rilievi scientifici  scaturita da Divino Tempio, dal titolo “Palermo19 / The Cathedral”. L’allestimento, una parte artistica e l’altra scientifica  è curato da Maurizio Rotolo. Una esposizione di foto pannelli di grande formato di Fabrizio Agnello per la parte scientifica e quella artistica di Francesco Panasci .

Il pool ha più volte posto l’accento sulla parola Tempio , e nelle dichiarazioni e nelle pubblicazioni, proprio per sottolineare, in riferimento alla sua etimologia, il confine tra lo spazio sacro e quello profano.
La Cattedrale da una parte il Centro Storico intorno. Confine metafisico tra la frenesia della vita cittadina e la riscoperta delle origini, dell’anima della Città. Confine non più invalicabile, come quello pagano, ma permeabile per i fedeli; quindi non solo Tempio come cesura, sezione, ma anche tempio come domus ecclesiae. Confine, tracciato quasi un millennio fa nel cuore di Palermo, che oggi, con timore e reverenza, abbiamo valicato; chiamati in soccorso di pietre, legni, mattoni e intonaci che tanto hanno magnificato il Tempio ma che non sono imperituri come l’afflato divino che celebrano.

È proprio quel confine che, come dichiarato dall’architetto Rotolo: “Abbiamo valicato ricordando che il restauro dà l’onore e l’onere di toccare da vicino un monumento, non soltanto nella sua essenza materica, ma anche in quella trascendente, fatta di ricordo, memoria […] Abbiamo toccato il cuore di una comunità.”

Palermo si appresta quindi, grazie a questa opera di restauro, a riscoprire la sua Cattedrale, la sua storia. A riscoprire il Divino Tempio, un pezzo di cielo qui in Terra.