Allarme Cimiteri in Sicilia. A distanza di circa due anni dalla fine dello scandalo del Cimitero dei Rotoli a Palermo, le condizioni dei cimiteri siciliani sembrano essere gravi un po’ dappertutto.

La gestione dei cimiteri è materia comunale ma troppi comuni sembrano non riuscire più a gestirli. Salme in attesa, condizioni igienico sanitarie precarie e rischi crolli sembrano essere diventati la costante

“Da Modica a Villabate, da Favara a Calatabiano, passando per ACI Catena, Piedimonte Etneo, Siracusa e molti altri comuni siciliani si registra lo stato di abbandono dei cimiteri. In Sicilia, durante il 2025 e in questo inizio del 2026, in troppi Comuni andare al cimitero significa incontrare transenne, aree interdette, manufatti ammalorati e soluzioni provvisorie che diventano normalità. Restituire sicurezza, decoro e fruibilità a questi spazi significa restituire rispetto ai defunti e tutela ai vivi. Chiediamo alla Regione un intervento straordinario: Si valuti l’attivazione dell’Ufficio ispettivo di vigilanza e controllo sugli Enti Locali per verificare l’operato dei Comuni e nei casi più critici, intervenire in maniera sussidiaria”.

La denuncia è della deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, che già nelle scorse settimane aveva effettuato sopralluogo al cimitero di Modica che versa in diverse aree in stato di degrado.

Salme in attesa e degrado

 

“Non parliamo di un caso isolato – dice Campo – anzi in moltissimi comuni è una vera emergenza con decine di salme in attesa; a Marsala, si segnalano rifiuti, materiali abbandonati e cantieri con profili di rischio per i visitatori; così come al cimitero monumentale di Catania, con lapidi pericolanti e impianto elettrico fatiscente; e anche ad Aci Catena, dove si sono registrati casi di degrado e mala gestione con ritrovamenti e sequestri di resti umani e rifiuti cimiteriali, e non per ultimo il caso di Piedimonte Etneo con una struttura cimiteriale che a novembre è stata dichiarata inagibile e interdetta alla fruizione pubblica. E a Siracusa, in questi giorni, il tema della sicurezza è tornato con forza, a causa della caduta di intonaci. In questo quadro regionale, Modica è il simbolo di un problema che dura da troppo tempo: porzioni del cimitero comunale risultano inagibili e inaccessibili, con famiglie che non riescono nemmeno ad avvicinarsi alla tomba di un proprio caro”.

Il sopralluogo al Cimitero di Modica

Dopo un sopralluogo al cimitero di Modica, la deputata ARS ha depositato una interrogazione ma a distanza di due mesi non è arrivata alcuna risposta dal Governo regionale. Pur trattandosi di materia comunale secondo al deputata denunciante serve un intervento straordinario da parte della Regione

“Chiediamo che la Regione assuma un’iniziativa immediata e verificabile, pensando Modica come caso prioritario ma guardando all’intero territorio. Serve impegnare nell’immediato, risorse regionali specifiche, per concorrere alla messa in sicurezza delle aree inagibili. E serve, infine, un quadro di indirizzo regionale, con circolari e linee guida per i Comuni, che definisca standard minimi omogenei su sicurezza e gestione delle criticità strutturali, così da prevenire situazioni di grave e protratto disagio come quelle che oggi si ripetono in ogni angolo della nostra Sicilia. Un cimitero non può essere un cantiere eterno, né un luogo dove il dolore si somma alla paura e all’umiliazione. Faremo ciò che serve per porre con forza questi aspetti in seno ai lavori dell’Assemblea regionale siciliana” – conclude la deputata regionale del Movimento 5 Stelle.