Sono iniziate le operazioni di smontaggio della gru e del furgone sui quali si è consumata la tragedia di via Ruggero Marturano nella quale morirono, cadendo da undici piani di altezza Daniluc Tiberi Mihai, 49 anni di origine romena, e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni. I due operai persero la vita lo scorso 10 aprile mentre lavoravano sulla facciata del palazzo che sorge sopra l’esercizio commerciale Gammicchia gomme, sulla cui pensilina precipitò il cestello della gru.

Le lunghe operazioni di smontaggio in sicurezza

Le operazioni consentiranno di smontare ogni pezzo che sarà poi trasferito in un deposito per la custodia giudiziaria. Le operazioni avvengono con l’intervento di una impresa specializzata, dei vigili del fuoco e con la presenza di una ambulanza in caso di esigenze specifiche.

Quattro indagati per la tragedia

Sono quattro gli indagati: il manovratore della gru Vincenzo Costa, il proprietario dell’appartamento che è anche il committente dei lavori Giuseppe Garraffa, il titolare dell’impresa che stava eseguendo le opere, la Ediltec costruzioni,  Salvatore Macaluso e il noleggiatore del mezzo pesante dotato di gru Giovanni Agliuzza.

Si dovrà accertare processualmente se la causa della caduta che ha provocato la morte dei due operai sia legata alla disattivazione dei sensori di allungamento del mezzo. I dispositivi di sicurezza sarebbero stati trovati nella consolle del manovratore, in una posizione che per i tecnici non sarebbe compatibile con il normale utilizzo della macchina. Se erano stati esclusi, il braccio avrebbe potuto estendersi fino al limite, con una pressione divenuta insostenibile per la struttura metallica in massima estenzione.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il camion sarebbe stato collocato troppo lontano dal punto in cui gli operai stavano lavorando. Per arrivare alla parete del palazzo, il braccio sarebbe stato esteso oltre il limite. Un’inchiesta non semplice anche perché bisognerà eseguire anche gli accertamenti sul camion su cui era ancorata la gru.